giovedì 28 luglio 2011
Precisamente e solamente, battere e levare.
" Lo vedi tu com'è... bisogna fare e disfare.
Continuamente e malamente e con amore, battere e levare.
Stasera guardo questa strada e non lo so dove mi tocca andare.
Lo vedi, siamo come cani. Senza collare.
Lo vedi tu com'è... è prendere e lasciare.
Inutilmente e crudelmente e per amore, battere e levare.
Ma non lo vedi come passa il tempo?
Come ci fa cambiare? E noi che siamo come cani. Senza padroni.
So che tu lo sai perfettamente, come ti devi comportare.
Abbiamo avuto tempo sufficiente per imparare.
E poi lo sai che non vuol dire niente dimenticare.
E tu lo sai che io lo so e quello che non so lo so cantare.
Lo vedi tu com'è... come si deve fare.
Precisamente e solamente, battere e levare.
Vedo cadere questa stella e non so più cosa desiderare.
Lo vedi, siamo come cani. Di fronte al mare. " (f. de gregori)
lunedì 25 luglio 2011
me-te-o...
camminare sotto un temporale non è utile.
lo sapevo che sarebbe arrivato, semplicemente lo stavo aspettando.
e quindi gli sorrido.
respiro forte e chiudo gli occhi per trovare la pazienza.
cerco un posto coperto per guardarlo, perché non mi voglio perdere nemmeno un tuono di questo ormai familiare e prevedibile temporale qui. potrei distrarmi, ma non voglio. tutti zitti e tutto lontano. così deve essere. io e il mio personalissimo tzunami.
perché passa, di solito, anche il temporale più violento, passa sempre.
lo sapevo che sarebbe arrivato, semplicemente lo stavo aspettando.
e quindi gli sorrido.
respiro forte e chiudo gli occhi per trovare la pazienza.
cerco un posto coperto per guardarlo, perché non mi voglio perdere nemmeno un tuono di questo ormai familiare e prevedibile temporale qui. potrei distrarmi, ma non voglio. tutti zitti e tutto lontano. così deve essere. io e il mio personalissimo tzunami.
perché passa, di solito, anche il temporale più violento, passa sempre.
domenica 24 luglio 2011
orologiai
herman hesse diceva che anche un orologio fermo segna l'ora giusta due volte al giorno. così ho imparato ad aspettare che entrambe le lancette segnassero l'ora giusta per sentirmi in equilibrio. e succede che ci metto tutto l'entusiasmo che ho in quelle due ore di perfezione, perchè il resto del tempo io lo so di essere sregolata come un orologio rotto. eppure con il tempo mi sono messa d'impegno ed ho imparato a riconoscerla questa cosa qui, quella del mondo che non gira nel mio verso, così ora questo non è più un problema, è solo un contrattempo.
ed ogni volta che il tempo mi regala quelle due ore giuste a me sembra di essermele meritate incondizionatamente, per via della mia pazienza e della mia dedizione a volerla quella piccola perfezione casuale. così mi vesto del miglior entusiasmo e le tratto per benino quelle due ore lì, dell'orologio rotto che per caso si sincronizza sulla mia esistenza facendo sembrare tutto in ordine.
ed ogni volta che il tempo mi regala quelle due ore giuste a me sembra di essermele meritate incondizionatamente, per via della mia pazienza e della mia dedizione a volerla quella piccola perfezione casuale. così mi vesto del miglior entusiasmo e le tratto per benino quelle due ore lì, dell'orologio rotto che per caso si sincronizza sulla mia esistenza facendo sembrare tutto in ordine.
lunedì 18 luglio 2011
e lo strano normale.
in un maldestro scarabeo non riesco a combinare le lettere nella giusta maniera. qualunque cosa provo a scrivere esce sempre e solo una unica soluzione: strano.
un intensissimo e violentissimo strano che mi occupa la mente, corteggiato da tante altre sensazioni senza nome. muti suggerimenti di umori in sospeso.
e la saggia decisione di non pensare fino al contrordine.
senza pensare, va tutto bene.
un intensissimo e violentissimo strano che mi occupa la mente, corteggiato da tante altre sensazioni senza nome. muti suggerimenti di umori in sospeso.
e la saggia decisione di non pensare fino al contrordine.
senza pensare, va tutto bene.
venerdì 8 luglio 2011
giovedì 7 luglio 2011
porre il bagaglio nell'apposita cappelliera, accanto alla follia. Grazie.
e quando d'un tratto tutto diventa confuso. la notte delle valigie è sempre tutto più confuso del normale. e stanotte più delle altre. mentre decido cosa lasciare e cosa portare per l'ennesimo viaggio lontano dall'ennesimo dove, seminando ancora una volta un po' di me in un'altra casa, tutto sembra importante e niente sembra essere veramente mio. vorrei non avere bagagli per questo viaggio. vorrei andarmene e basta. scomparire. è un pensiero sgraziato da pensare, ma è l'unico che riesco a elaborare nel vortice auto ed etero distruttivo in cui puntualmente ricado quando sono in bilico, ritrovandomi così indesideratamente me stessa. è che la notte delle valigie tutto quello che di più prezioso posseggo mi possiede diventando zavorra ed è per questo che in notti come questa vorrei esistesse al mondo un posto, un posto qualunque, dove non serva niente, nemmeno i pensieri.
martedì 5 luglio 2011
find the way
chi lo sa' se poi la strada c'è.
perchè non è che si può conoscerla sempre, la strada.
ma tu stammi dietro, che da qualche parte andiamo.
e se non dovessimo arrivare avremo fatto comunque il miglior viaggio di sempre.
[who knows if the way exist.
because you can't know it every time, the way.
but you follow me, please. we'll arrive in some place, at least.
and if finally we couldn't find the way, we might had done togheter, the better trip of all]
Le perle si trovano in posti difficili
Perché la vita a volte ti fa regali strani. Ti fa certi regali che tu ad un certo punto non capisci più se sono proprio regali o piuttosto dispetti. Così, per non darle soddisfazione l'unica cosa che puoi fare è raccontartela bene quella cosa li, che sembra un dispetto ma che alla fine è solo un regalo con complicazioni. Alla fine le cose belle belle troppo semplici non lo sono mai. Le cose belle devi sentire di essertele un po' guadagnate per potertele godere veramente. Così quel regalo che poi sembrava dispetto torna ad essere un regalo perché doverne avere più cura del normale ti costringe a valorizzarlo e curarlo e dedicargli talmente tanto che il suo valore diventa proporzionale all'impegno che ci metti. E quello che ci guadagni in questi casi è esattamente il "colore del grano".
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