domenica 27 novembre 2011
tra fine e inizio c'è suolo punto, quello di vista.
quando guardi indietro e cominci a riconoscere delle ricorrenze nei tuoi comportamenti che ti permettono di prevedere, grosso modo, le tue azioni future, vuol dire che stai diventando vecchio.
non se ne esce. è ufficiale.
in quel preciso momento, quando ti stai lavando i denti e quella tipa nello specchio ti guarda e dice esattamente come collegare quello che fai e quello che hai fatto, quello che non ti dici a come ti dici quello che ti dici, è decisamente lo stesso identico momento in cui ti rendi conto che hai una ruga sul collo.
è un tutt'uno scoprire di conoscersi sempre meglio e familiarizzare con le nuove rughe.
possiamo, per eleganza, chiamarla saggezza, chiaro. ma resta una roba di esperienze e pieghe della pelle, che come le chiami le chiami, ti ricordano che il tempo passa e tu ora occupi il ruolo di quella che era te da grande, quando non eri ancora te da grande.
io della mia vecchiaia travestita da saggezza cerco di farne buon uso e cerco di ricordarmi cosa volevo fare di questa me quando fossi stata me.
compatibilmente con le mie lunatiche curiosità, io qualche punto fermo l'ho recuperato per la strada.
e pure la consapevolezza che la maggior parte della roba della vita ha una scadenza.
quindi, io e la mia nuova saggezza, guardiamo con attenzione la ruga che ho sul collo e gli altri rugosi eventi attuali e diamo a tutti i loro nomi veri. poi prendiamo la mia disattitudine alle "fini" e la trasformiamo in una grande attitudine a nuovi inizi.
perchè una persona saggia sa bene che a raccontarsele come si deve le cose possono diventare sempre più belle di quanto appaiano.
così tutto diventa un nuovo inizio.
e a me iniziare piace sempre.
martedì 15 novembre 2011
camminando.
e comunque sia, continuo a camminare lo stesso.
in modo che camminando camminando possa trovare la strada che mi porta in quel qualunque dove che cerco.
per prove ed errori.
ma continuando a camminare.
sabato 5 novembre 2011
il mai abbastanza.
perchè più insano e intenso di così non poteva essere.
perchè più surreale e stimolante di così non poteva immaginarsi.
perchè più contraddittorio e cronico di così non poteva diventare.
come quando non potresti non volere quello che non ti dona ma ti fa sentire perfettamente tu.
perchè più surreale e stimolante di così non poteva immaginarsi.
perchè più contraddittorio e cronico di così non poteva diventare.
come quando non potresti non volere quello che non ti dona ma ti fa sentire perfettamente tu.
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