settembre è finito e a me sembra di aver scalato l'everest a mani nude.
ma vedo la cima, quindi stabbene.
aliz ha compiuto sei mesi e noi tre anni.
tre anni che nel vortice dei bilanci esistenziali sono stati una vera rivoluzione copernicana.
ogni tanto tornano flash della mia vita precedente che sembra lontana anni luce e vengono su ricordi che mi ricordano alcuni perchè che spesso fatico a mettere a fuoco. e penso sia normale, ma fa strano. non uno strano brutto, uno strano sconosciuto, nuovo. un giorno troverò le parole per dirlo, per descrivere la misura in cui la mia vita mi assomiglia, ancora.
oggi che dormo poco mi ricordo improvvisamente che di fatto ho sempre dormito poco, per ragioni meno importanti, e mi si disegna un sorriso sulla faccia pensando che la differenza è solo che prima quelle faccia bianca era solo più truccata e l'insonnia non aveva un sorriso così divertente e delle mani così morbide.
oggi che mi trovo a rubare serate romantiche alle nostre vite di corsa, accorgermi che il nodo allo stomaco dei suoi occhi che mi guardano mentre parla parole che non riesco mai a trovare noiose, restituisce senso a tutto.
settembre è finito e a me sembra che sia sempre comunque tutto ancora da cominciare.
martedì 29 settembre 2015
venerdì 25 settembre 2015
voce del verbo papà
ed ecco che all'improvviso, un pomeriggio qualunque sento un tenerissimo "papà" provenire dalla stanza in cui padre e figlia armeggiano tra pannolini e vestitini.
e il cuore fa splash.
e il cuore fa splash.
giovedì 17 settembre 2015
towanda
quattordici mesi e dodici giorni dopo mi ritrovo in auto a cantare a squarcia gola canzoni a caso gracchiate da un cd mezzo rotto, lasciato a prender polvere mesi fa, ma che continua a piacermi tantissimo ogni volta che sono in auto e me ne ricordo.
sto andando a cassino per la prima volta da sola dalla gravidanza in poi e mi lascio tranquillizzare senza troppe resistenze dalla foto inviata da mia sorella della pupa sorridente e serena iperviziata e coccolata tra giochi nuovi e abbronzatissime tate ad hoc.
la stanchezza che mi si è appiccicata addosso da quando è iniziato settembre non è venuta a lavoro e il grillo che si è impossessato di me ripetendomi ogni secondo gli impegni del secondo successivo o è morto o è rimasto nel portabagagli, ma di fatto non si fa sentire.
c'è il sole, la musica, l'autostrada e io carica come fossi towanda.
quattordici mesi e dodici giorni dopo, bentornata.
perchè ad un certo punto, devi pur tornare e farlo da towanda, per lo meno, è più divertente.
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