lunedì 30 aprile 2012
optimal flow
passeggiando tra le mura delle ville pompeiane, su quelle pietre arrotondate dal tempo, in quel verde che io non ricordo di aver mai visto altrove, con un sole che mette buon umore, ho percepito mio flusso ottimale. nessun insight e nessuna invenzione. ma dopo il suggerimento di una mente speciale che ha osservato come quell'eruzione del 79 sia stato un sacrificio a nostro beneficio, il passaggio alle vicende personali per una personcina autoreferenziale e introspettiva come la sottoscritta è stato semplice: a saperne fare buon uso la più brutta esperienza può trasformarsi in un'irrinunciabile risorsa. scrivo male, lo so, e cose banali a sentirle da fuori. è quell'abisso tra la consapevolezza oggettiva e quella soggettiva. troverò il momento per spiegarlo meglio. ogni cosa ha il suo tempo e questo per me non è quello di fermarmi. nemmeno la stanchezza fisica del mio corpo in contestazione mi sta fermando e l'energia che non mi dà il mio sangue me la regala la mia testa. fisiologicamente vittima dei miei umori altalenanti la parte buona dell'essere lunatica è che arriva sempre la faccia sorridente e la parte inappellabile del mio incompreso ottimismo è che ci sarà sempre qualche evento con cui giustificarlo.
sabato 28 aprile 2012
roba di gocce e di vasi finalmente traboccanti.
oggi c'è un sole straordinario
e straordinariamente penso che avevano ragione tutti:
a togliersi i pesi e sedare dubbi si cammina indiscutibilmente più spediti.
ora l'orfeo che è in me può starsene a casa,
lui assieme a fatalismi e dietrologie di chitebbiv.
bonne vie a tout le monde: è arrivata lastaggione.
e straordinariamente penso che avevano ragione tutti:
a togliersi i pesi e sedare dubbi si cammina indiscutibilmente più spediti.
ora l'orfeo che è in me può starsene a casa,
lui assieme a fatalismi e dietrologie di chitebbiv.
bonne vie a tout le monde: è arrivata lastaggione.
giovedì 26 aprile 2012
perchè i migliori amici sono sempre la risposta, qualunque sia la domanda.
tu metti tre o quattro teli su di un prato, ma fallo in una giornata di sole.
una di quelle prime giornate di sole in cui il calore è tanto più apprezzato quanto inaspettato.
metti su di una tovaglia di carta tutto il mangiare che una giornata di festa può tollerare, facendo in modo che di tutto ci sia troppo e che di tutto resti un poco per poter ricominciare ogni due ore a mangiucchiare. tu metti ancora disordinatamente degli amici su quei teli e fai mangiare loro quel troppo cibo per tutta una giornata. mettici le risate e la leggerezza. aggiungici il relax e la familiarità.
completa il quadro con un panorma e una sconsiderata voglia che non sia mai abbastanza.
metti tutto questo assieme ed avrai trovato un'ottima ragione per raggiungere dei traguardi:
celebrarli con la tua rete. loro, la coperta di linus.
una di quelle prime giornate di sole in cui il calore è tanto più apprezzato quanto inaspettato.
metti su di una tovaglia di carta tutto il mangiare che una giornata di festa può tollerare, facendo in modo che di tutto ci sia troppo e che di tutto resti un poco per poter ricominciare ogni due ore a mangiucchiare. tu metti ancora disordinatamente degli amici su quei teli e fai mangiare loro quel troppo cibo per tutta una giornata. mettici le risate e la leggerezza. aggiungici il relax e la familiarità.
completa il quadro con un panorma e una sconsiderata voglia che non sia mai abbastanza.
metti tutto questo assieme ed avrai trovato un'ottima ragione per raggiungere dei traguardi:
celebrarli con la tua rete. loro, la coperta di linus.
mercoledì 25 aprile 2012
melancolía
perchè da quando ho giorni spagnoli nel mio nuovo vecchio mondo napoletano è tutto strano e sorprendentemente malinconico. ho la malinconia di quello che non è stato non restando lì. mi manca madrid come la casa di sempre. mi manca la persona che ero lì e i pensieri che avevo quando ero spagnola. mi mancano cose strane che non pensavo mi sarebbero mai mancate. perchè da quando ho giorni spagnoli nel mio nuovo vecchio mondo penso che è difficile trovarlo un posto giusto se poi ricordo che lì, senza la mia rete di qui, anche la vita giusta era comunque per metà sbagliata.
sabato 21 aprile 2012
Ph(inishe)D
storie di turning point e altri trapassi.
una tesi rossa in sovrappeso e una compagnia d'eccezione in sottopeso. un pranzo da mcdonalds, un hamburger senza hamburger ed un happy meal con sorpresa rosa. un po' di pioggia e troppi impegni. così comincia la storia delle ultime ore degli ultimi tre anni. la fine della storia dei tre anni più lunghi di quanti altri tre anni io abbia avuto dentro i miei trentuno. perchè se per il mondo sono stati solo tre anni come altri tre anni qualunque, un certo qualsiasi periodo tra il 2009 al 2012, per me sono state tre case centinaia di aerei, infinite prove, tante risate e altrettante lacrime. parole a pioggiae pensieri a profusione. trasferimenti, tanti, e progetti, altrettanti. ritrasferimenti e riprogettamenti. una serie imponderabile di cose e persone che non ci stanno dentro le mie 485 pagine di vita.
una tesi rossa in sovrappeso e una compagnia d'eccezione in sottopeso. un pranzo da mcdonalds, un hamburger senza hamburger ed un happy meal con sorpresa rosa. un po' di pioggia e troppi impegni. così comincia la storia delle ultime ore degli ultimi tre anni. la fine della storia dei tre anni più lunghi di quanti altri tre anni io abbia avuto dentro i miei trentuno. perchè se per il mondo sono stati solo tre anni come altri tre anni qualunque, un certo qualsiasi periodo tra il 2009 al 2012, per me sono state tre case centinaia di aerei, infinite prove, tante risate e altrettante lacrime. parole a pioggiae pensieri a profusione. trasferimenti, tanti, e progetti, altrettanti. ritrasferimenti e riprogettamenti. una serie imponderabile di cose e persone che non ci stanno dentro le mie 485 pagine di vita.
martedì 17 aprile 2012
Joe Barbieri, le vite degli altri e i castelli di sabbia.
ogni volta che sono ad un concerto per quanto possa adorare il cantante di turno, mi scappa la compulsione di guardare attorno invece che avanti. è più forte di me non controllare l'impulso invadente ad osservare la gente per scoprire le espressioni che fa quando arrivano determinate canzoni. è il mio momento preferito quando insospettabili spettatori cominciano ad urlare con espressione contrita e partecipata alcune frasi come se quelle parole fossero state cantate in quel momento e scritte a loro tempo solo per raccontare la storia personale dell'urlatore di turno. adoro, ai concerti, perdermi nelle vite private degli altri. e sia chiaro, anch'io lo faccio, senza il minimo pudore o vergogna, urlo e partecipo quando la canzone è quella che ovviamente è cantata esattamente per me. quel brano che è indiscutibilmente inserito in scaletta perchè io possa vivere la mia catarsi pubblica su una poltrona di velluto. la partecipazione emotiva a certi concerti, chiaramente, induce una sospensione dell'amor proprio e della discrezione così che improvvisamente tu e il signore accanto a te vi trovate a condividere sguardi complici per qualche frase ipersentimentale come se si trattasse di un codice di sofferenza per intenditori.
ogni volta che sono ad un concerto tutto questo fa sembrare il mio tutto molto più semplice di quello che è. così com'è, quel mio tutto che procede
con le mie mani imperfette,
con la mia vana passione
che non ha più direzione.
ogni volta che sono ad un concerto tutto questo fa sembrare il mio tutto molto più semplice di quello che è. così com'è, quel mio tutto che procede
con le mie mani imperfette,
con la mia vana passione
che non ha più direzione.
venerdì 13 aprile 2012
con un rash per amico.
perchè non tutti i mali vengono per nuocere.
alcuni vengono per aiutarti a rifocalizzare le priorità e ricordarti che le dimensioni celebrali non sono l'alfa è l'omega dell'esistenza. e non è che io non sappia che questo ai più sembrerà scontato, ma a chi è drammaticamente convinto di essere invincibile, pesa come la scoperta che babbo natale non esiste. non sono consapevolezze che si possono accettare senza restare intimamente convinti, almeno un po', che si ha ragione, ma gli altri non lo possono capire.
il fatto è che se poi anche lui, il tuo fedele cervello, ti sta andando in pappa, il tutto assume una priorità da non sottovalutarsi. perchè quando si incazza il corpo non scherza. un corpo incazzato che reclama attenzioni esattamente come quell'egocentrica della mente, avida e fagocitante, te lo può mandare a dire con qualche avvertimento, ma inascoltato tende ad alzare la voce e diventare violento, restituendoti le violenze che inconsapevolmemnte (?) gli riservi nel privarlo di cura. e quando un corpo incazzato alza la voce perchè qualcuno lo ascolti, difficilmente lo fa con eleganza. diventa sguaiatamente protagonista con la connivenza della mente avvezza a dare i segnali più chiari. se sono le difese immunitarie che ti abbandonano il messaggio non è passibile di fraintendimenti: non ti stai difendendo.
e difendersi quando il tuo nemico sei tu rende tutto esponenzialmente complicato.
ps. e lo è ulteriormente se nella versione della tua miglior nemica e contro qualunque suggerimento macini in due giorni con tanto di rogna ed effetti collaterali del cortisone un esame da studente 8 ore di lezioni da docente 280 km di auto un po' di mondanità un pernottamento in hotel (senza pigiama perchè non avrai difese, ma l'alzhaimer, quello si, lo hai) ti viene un sorriso malefico e il pensiero vola a babbo natale...
pps. che se pure dovrò morire per lo meno non sia di noia...
ps. e lo è ulteriormente se nella versione della tua miglior nemica e contro qualunque suggerimento macini in due giorni con tanto di rogna ed effetti collaterali del cortisone un esame da studente 8 ore di lezioni da docente 280 km di auto un po' di mondanità un pernottamento in hotel (senza pigiama perchè non avrai difese, ma l'alzhaimer, quello si, lo hai) ti viene un sorriso malefico e il pensiero vola a babbo natale...
pps. che se pure dovrò morire per lo meno non sia di noia...
venerdì 6 aprile 2012
La routine
ho un serio problema con la routine.
per soli tre giorni ho avuto giornate orientativamente simili ed ho rischiato il collasso emotivo.
questo alla mia età non stabbene. mi pare evidente. anche perchè, giura wikipedia, è un "modo pratico per procedere nell'attività quotidiana" ed aggiunge - degenerando le mie preoccupazioni - che il termine routier per i saggi francesi stava ad indicare "colui che conosce bene la strada", il che di questi tempi sarebbe perfino cosa buona e giusta. mentre mi riprometto di apprezzarne i contorni pragmatici ed esplorarne l'eventuale adattamento rispetto alle mie prassi senza sosia, confesso il turbamento alla sorella. riflette. vorrebbe dirmi qualcosa di illuminante, lo sento, eppure mi confessa a sua volta tra l'imbarazzato ed il liberatorio che ha lo stesso disturbo.
sospiro di sollievo. è una roba genetica, bisgna conviverci.
per soli tre giorni ho avuto giornate orientativamente simili ed ho rischiato il collasso emotivo.
questo alla mia età non stabbene. mi pare evidente. anche perchè, giura wikipedia, è un "modo pratico per procedere nell'attività quotidiana" ed aggiunge - degenerando le mie preoccupazioni - che il termine routier per i saggi francesi stava ad indicare "colui che conosce bene la strada", il che di questi tempi sarebbe perfino cosa buona e giusta. mentre mi riprometto di apprezzarne i contorni pragmatici ed esplorarne l'eventuale adattamento rispetto alle mie prassi senza sosia, confesso il turbamento alla sorella. riflette. vorrebbe dirmi qualcosa di illuminante, lo sento, eppure mi confessa a sua volta tra l'imbarazzato ed il liberatorio che ha lo stesso disturbo.
sospiro di sollievo. è una roba genetica, bisgna conviverci.
giovedì 5 aprile 2012
ode all'imperfezione.
ieri avevo elaborato con la mia sms-pall una lunga ed avvincente riflessione sulle rappresentazioni implicite che ciascuno ha della vita degli altri. incrociando una serie di coincidenze e pensieri a metà tra il personale ed il professionale aveva cominciato ad invadermi una nuova ossessione (giàcché a me i pensieri non restano mai pensieri, in niente diventano fissazioni).
così il neonato invasore interrompeva il tentativo di studiare chiedendo fastidiosamente la mia attenzione. la sua formulazione grossolana era qualcosa del tipo: cosa nelle rappresentazioni implicite influenza il giudizio sugli altri? non che sia una questione particolarmente originale ed il mio aver fatto una tesi sulle teorie implicite indiscutibilmente retrodata il mio interesse sulle opinioni personali culturalmente fondate a qualche anno addietro, eppure l'articolazione del tarlo aveva assunto una personalissima declinazione: cosa cazzo vedono di avvincente nella mia vita quattro sconosicuti differenti per condizione socioecnomica, livello di studio, età, prossimità al soggetto (che sarei io)? l'eccessiva passione mostrata rispetto a banali racconti autobiografici è dovuta ad una forma di educazione, alla mia narrazione, alla loro noia esistenziale o ad una oggettiva quantità di fascino nell'incoscienza altrui? sono consapevole che ci siano delle componenti memetiche che non sto qui ad elencare, ma qualunque risposta la mia sms-pall ed io trovavamo continuava ad essere una soluzione parziale al problema. ad oggi, la quaestio è tutt'altro che risolta nella mia mente. il prossimo esame e i miei articoli ne saranno forse danneggiati, per non parlare della discussione dottorale che dovrebbe avere già una luce definita in merito.
ma serendipicamente l'oroscopo di rob ha parzialmente incoraggiato, depistandola, la mia ricerca.
l'imperfezione. è probabile che la risposta sia nell'imperfezione: ognuno tenta di costruirsi il proprio metro quadro di serentà, che diventa fonte di imponderabili ansie da prestazione, così l'altrui spudorata imperfezione restituisce una sicurezza che genera riconoscenza - e si traduce in ammirazione. tutto ciò senza che nessuno si accorga di niente.
devo ancora organizzarlo bene questo pensiero qui, diciamolo, sa di grezzo.
così il neonato invasore interrompeva il tentativo di studiare chiedendo fastidiosamente la mia attenzione. la sua formulazione grossolana era qualcosa del tipo: cosa nelle rappresentazioni implicite influenza il giudizio sugli altri? non che sia una questione particolarmente originale ed il mio aver fatto una tesi sulle teorie implicite indiscutibilmente retrodata il mio interesse sulle opinioni personali culturalmente fondate a qualche anno addietro, eppure l'articolazione del tarlo aveva assunto una personalissima declinazione: cosa cazzo vedono di avvincente nella mia vita quattro sconosicuti differenti per condizione socioecnomica, livello di studio, età, prossimità al soggetto (che sarei io)? l'eccessiva passione mostrata rispetto a banali racconti autobiografici è dovuta ad una forma di educazione, alla mia narrazione, alla loro noia esistenziale o ad una oggettiva quantità di fascino nell'incoscienza altrui? sono consapevole che ci siano delle componenti memetiche che non sto qui ad elencare, ma qualunque risposta la mia sms-pall ed io trovavamo continuava ad essere una soluzione parziale al problema. ad oggi, la quaestio è tutt'altro che risolta nella mia mente. il prossimo esame e i miei articoli ne saranno forse danneggiati, per non parlare della discussione dottorale che dovrebbe avere già una luce definita in merito.
ma serendipicamente l'oroscopo di rob ha parzialmente incoraggiato, depistandola, la mia ricerca.
l'imperfezione. è probabile che la risposta sia nell'imperfezione: ognuno tenta di costruirsi il proprio metro quadro di serentà, che diventa fonte di imponderabili ansie da prestazione, così l'altrui spudorata imperfezione restituisce una sicurezza che genera riconoscenza - e si traduce in ammirazione. tutto ciò senza che nessuno si accorga di niente.
devo ancora organizzarlo bene questo pensiero qui, diciamolo, sa di grezzo.
martedì 3 aprile 2012
neighbor
tutti i dischi sul pavimento,
il miniamico che impara ad usare il giradischi senza distruggermi la testina, e l'ennesima conversazione sui massimi sistemi formato mondo dei puffi.
la ricerca delle musiche che siano a metà tra i miei trentuno ed i suoi otto anni è un'impresa non facile. ma la necessità di esplorare il mio mondo ha la meglio, così mi lascia ascoltare mina e rinunciando a bimbo mix, non senza aver provato un'ottima mediazione proponendo una carrà, ma che purtroppo non ho in versione vinile.
la mia vita vista dai suoi occhi mi diverte moltissimo: ad oggi siamo arrivati ad un compromesso che per il momento non viene approfondito per l'eccessiva complessità dell'idea che io "sono una maestra che è anche studentessa". tutto ciò lo confonde non poco. anche perchè sono una maestra che studia pure il fine settimana. cosa che invece quasi lo spaventa. mi fa ridere il mio miniamico. così come la certosina attenzione con cui cura le nostre conversazioni serali per le quali ha autonomamente assunto un impegno degno di uomini d'altri tempi.
il miniamico che impara ad usare il giradischi senza distruggermi la testina, e l'ennesima conversazione sui massimi sistemi formato mondo dei puffi.
la ricerca delle musiche che siano a metà tra i miei trentuno ed i suoi otto anni è un'impresa non facile. ma la necessità di esplorare il mio mondo ha la meglio, così mi lascia ascoltare mina e rinunciando a bimbo mix, non senza aver provato un'ottima mediazione proponendo una carrà, ma che purtroppo non ho in versione vinile.
la mia vita vista dai suoi occhi mi diverte moltissimo: ad oggi siamo arrivati ad un compromesso che per il momento non viene approfondito per l'eccessiva complessità dell'idea che io "sono una maestra che è anche studentessa". tutto ciò lo confonde non poco. anche perchè sono una maestra che studia pure il fine settimana. cosa che invece quasi lo spaventa. mi fa ridere il mio miniamico. così come la certosina attenzione con cui cura le nostre conversazioni serali per le quali ha autonomamente assunto un impegno degno di uomini d'altri tempi.
domenica 1 aprile 2012
pour parler
il ronzio dei cervelli arruginiti che si sostituisce al fiato emesso in qualunquistiche conversazioni lo sento perfino nei racconti raccontati.
racconti in cui riconosco parole e (pseudo)ragionamenti già sentiti. rabbrividisco.
curioso che continui a stupirmi del fatto che talune persone non si disturbino a riflettere oltre schemi asettici, limitando le proprie riflessioni a superficiali processi onanistici, elaborati per lo più con sforzo ed in rigorosa assenza di costruttivo confronto.
amo gli esemplari di vuoto celebrale tanto quanto amo zeno cosini. è una di quelle cose che mi fa venir voglia di appartenere al mondo vegetale.
d'altronde la libertà di scelta ci garantisce la libertà di scegliere di non circondarsi di discutibili anestesie emotivo-cognitive ambulanti.
per chi aspira a qualcosina in più per il proprio spirito è un gran conforto.
così reminescenze di antiche perplessità tornano a galla, ristrutturandomi gli umori.
il mio ego ne beneficia molto.
ricordarsi di ringraziare il mondo per essere talmente mediocre da pettinarmi, suo malgrado, l'autostima.
racconti in cui riconosco parole e (pseudo)ragionamenti già sentiti. rabbrividisco.
curioso che continui a stupirmi del fatto che talune persone non si disturbino a riflettere oltre schemi asettici, limitando le proprie riflessioni a superficiali processi onanistici, elaborati per lo più con sforzo ed in rigorosa assenza di costruttivo confronto.
amo gli esemplari di vuoto celebrale tanto quanto amo zeno cosini. è una di quelle cose che mi fa venir voglia di appartenere al mondo vegetale.
d'altronde la libertà di scelta ci garantisce la libertà di scegliere di non circondarsi di discutibili anestesie emotivo-cognitive ambulanti.
per chi aspira a qualcosina in più per il proprio spirito è un gran conforto.
così reminescenze di antiche perplessità tornano a galla, ristrutturandomi gli umori.
il mio ego ne beneficia molto.
ricordarsi di ringraziare il mondo per essere talmente mediocre da pettinarmi, suo malgrado, l'autostima.
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