venerdì 30 dicembre 2011

buongiorno e buona fortuna a tutti.

e questa settimana si porta via un anno intero.
facciamoci trovare tutti carini da quello nuovo.
spero che possiate guardare indietro con il sorriso di chi ha fatto la strada che voleva fare
e avanti con la fiducia di chi ha capito dov'è che vuole arrivare.
è questo che vi auguro per l'anno nuovo, riconoscere i vostri sogni,
chiamarli per nome e avere la forza di inseguirli anche sulla luna.
buongiorno e buona fortuna a tutti.



mercoledì 28 dicembre 2011

la ragazza con la valigia, nella testa.

una serata al cinema ed un film surreale. un soggetto geniale. le immagini di una città fantastica. il rumore di canzoni graffiate su un disco. i ricordi di mesi lontano che già sanno di passato. la voglia di ripartire. altre vite da vivere in un'altra città. non era parigi, ma stasera ho nella mente ogni passeggiata senza orario nella mia madrid. ogni incontro ed ogni pensiero pensato in spagnolo nella mi ciudad. ho in mente ogni minuto di attesa nel renfe che mi portava al campus. torna il ricordo di ogni ora passata nel pullman per raggiungere la casa al lago. rivedo le facce di ogni turista che mi ha chiesto indicazioni, nessuno sospettando che non fossi madrilena.
e il sole andar via di notte.
e bimbi gitani giocare sotto casa.
e la bicicletta immensa trascinarmi per kilometri.
e la biblioteca vedermi scrivere per ore.
e i pomeriggi passeggiando, solo per passeggiare.
i libri in spagnolo letti in metropolitana. il cinema nel centro commerciale. le caramelle gommose con rischio dipendenza. il panino vegetariano sul prato della faculdad. la cioccolata calda, senza churros, perchè se no ingrasso.
ore di chiacchiere spagnole per dimenticare l'italiano.
notti in cucina a condividere cibo e pensieri. notti a letto svegli, pensando di imbrogliare il tempo.
tante parole.
tanti pensieri.
e la voglia che fosse per sempre. madrid e quella vita lì.
perchè vivere in un'altra città ti fa sentire che hai un'altra vita a disposizione.
non ho voglia di tornare indietro.
fu perfetto così.
ho voglia di andare avanti e provare altre mille vite, in altre mille città.
l'anno più intenso di tutti. comunque sia andata. comunque vada. ovunque vada.
tutto quello che mi ha portato lì ed ora qui e poi chissà dove,
tutto questo è esattamente quello che desidero.

lunedì 26 dicembre 2011

e le vite nel frattempo

trecentosessantacinque giorni e tanta roba nel mezzo.
quest'anno niente amarcord, perchè quest'anno è grasso tanto grasso che a voler ripercorre tutto rischio di perdermi qualche pezzo. e io non voglio perdermi niente di quest'anno qui.
un anno pieno di tanto. un anno di cose finite di altre iniziate ed altre che non si può dire dove siano andate.
un anno che a riviverlo non saprei fare esattamente bene come ho fatto.
anche quando ho sbagliato.
perchè ho anche sbagliato quest'anno. ma è stato bello lo stesso.
quest'anno, l'anno del mio primo anno di vita, non me la sono cavata male.
trecentosessantacinque giorni e tanta roba da ricordare.

mercoledì 21 dicembre 2011

pagina 483 de LaCosa

Ai miei genitori per avermi crescita in mezzo ai libri e per aver fatto della creatività la chiave di tutta la mia formazione personale. A mia madre che quando parla di letteratura e di arte le brillano gli occhi e fa venir voglia di sapere, per aver partecipato attivamente al mio lavoro di ricerca grazie alla sua cultura e alla sua passione. A mio padre che del suo amore per la creatività e della sua curiosità intellettuale ne ha fatto un lavoro che continua a vivere tutti i giorni con lo stesso spirito di scoperta di un novizio, perché da piccola mi leggeva Calvino e Rodari e mi faceva giocare con i pre-libri di Munari. A mia sorella la cui genialità mi ha fin da piccola portato a pormi quelle domande che oggi danno senso ai miei studi, perché i libri e la musica che mi suggerisce distratta mi hanno sempre stimolato a comprendere mondi sconosciuti. A Stani, maestro e amico, il cui essere fuori dagli schemi mi ha permesso di guardare alle cose sempre da un altro punto di vista, per aver creduto nelle mie capacità e perché con il suo sostegno ha saputo e continua ogni giorno a tirar fuor il meglio da me, nonostante me. Al prof. Fusco e la prof.ssa Tomassoni che con il loro impegno hanno valorizzato il ruolo della Psicologia nello studio della Creatività Artistica e Letteraria in Italia, per avermi dato l’opportunità ed il privelgio di studiare una passione ed avermi sempre stimolato e sostenuto in questi tre anni. Alla prof.ssa Romo Santos per avermi dato un suggerimento per la tesi che è stata la chiave di tutto il lavoro. A Lidia perché in ogni piccola e grande prova lei é il mio punto fermo. Ad Antonella, per la sua amicizia e perché il suo coaching, personale e professionale, é stato vitale in ogni secondo di questi anni. A Claudia perché “le parole sono importanti” e le persone che sanno usarle sono preziose. A Francesco perché mi ha insegnato a conoscermi. Ad Angel perché la parte più importante di questo lavoro è cresciuta nel suo mondo non ordinario. A Stefania che mi ha fatto appassionare alla poesia. A Giovanni perché “le lezioni americane” mi hanno davvero cambiato la vita. Ad Aia ed Emilio perchè è di pochi il privilegio di avere dei secondi genitori, stimolanti e presenti, ed io lo ho. A Nicola, Eugenia e gli altri colleghi che hanno condiviso e condividono ogni giorno i miei studi, il mio tempo e i miei umori, così come Ciro, Alba, Antonio, Maria, Carla, Angelo, Ivana, Elda, e tutti gli amici preziosi che, oltre a sopportare le mie continue ricerche, sono la rete del mio quotidiano. Da ognuna di loro rubo qualcosa per essere migliore. 


 A tutte queste persone perché non c'é nessun piccolo o grande obiettivo che valga la pena di essere raggiunto senza degli affetti veri con cui condividerlo e a cui dedicarlo.

giovedì 8 dicembre 2011

vietato non crederci.

per ottenere ciò che voglio, mai come in questo momento della mia vita, ho assoluto bisogno di tutta la follia di cui dispongo.
Osservate con quanta previdenza la natura, madre del genere umano, ebbe cura di spargere ovunque un pizzico di follia. Infuse nell'uomo più passione che ragione perché fosse tutto meno triste, difficile, brutto, insipido, fastidioso. Se i mortali si guardassero da qualsiasi rapporto con la saggezza, la vecchiaia neppure ci sarebbe. Se solo fossero più fatui, allegri e dissennati godrebbero felici di un'eterna giovinezza. La vita umana non è altro che un gioco della Follia
Erasmo da Rotterdam, "Elogio alla follia"