io non lo sapevo che l'avesse scritta bersani.
non sapevo nemmeno che fosse una lezione di capitalizzazione del dolore di lucio dalla.
ma pensare che una categoria professionale possa diventare l'ossessione di un furto d'amore, questo si, lo capisco bene.
c'è chi odia gli agenti immobiliari e chi preferisce le macumbe alle medicine pur di non entrare in farmacia.
ma d'altronde l'imponderabilità delle dinamiche selettive dei sentimenti è oscura e brutale.
io non avrei mai lasciato un samuele bersani, così come non avrei mai lasciato andare nemmeno me, diciamolo. per quanto mi renda conto che siano scelte opinabili, mi sembra anche legittimo dissentire. ma poi, dopo una canzone del genere, come si fa a non tornare in modalità attinia?
vero è che io non ho scritto canzoni, se non "materassi di parole scritte apposta per lui"- per lo più mai inviati - e post petulanti, ne prendo atto, quindi allo stato dell'arte il paragone non regge. (mi si perdoni la compulsione all'identificazione, ma pare che l'arte serva anche per questo, dare pensieri a parole ben fatti a chi non li trova, quindi facciamole fare il suo lavoro).
ad ogni modo, non essendo nelle condizioni di scrivere una canzone di successo per beneficiare della mia temporanea disattitudine, mi drogo delle capitalizzazioni di un cantautore bolognese.
poesia pura.
sabato 31 marzo 2012
venerdì 30 marzo 2012
never-ness
tendenzialmente ho giornate concitate e tecnicamente non ho un secondo nemmeno per pensare.
ed invece, in concreto, non faccio altro che automonitorarmi curiosi ed infondati sensi di vuoto, del nulla che sento perso.
perchè se perdi una fantasia, di fatto, non hai perso nulla. quindi razionalmente non c'è nulla che dovrebbe mancarmi.
di quando in quando me la racconto la verità ma è meno avvincente di quella che ho nella testa che trapassa l'evidenza come un fantasama. perchè non è che non lo so che sempre di fantasmi parliamo.
ma che posso farci, la mia mente non mi crede mai quando cerco di convincerla delle mie brillanti illuminazioni.
lunedì 26 marzo 2012
soluzioni.
quando il tuo livello di sensibilità è appena sopra la soglia del nulla,
ovvero quando sei strutturalmente dotato di un grado qualsiasi di affettività, che superi quello di una pietra o di un robot,
e ti trovi impegolato in un'empasse emotiva, invischiato in un'autonarrazione romantica che non coincide con il dato di realtà,
non basta respirare e pensare che tanto passa.
perchè ad avercelo iperattivo, il cervello va da sè come un venditore di elettrodomestici porta a porta, sta lì che bussa continuamente per riproporti tutti i ricordi più avvincenti e le condizioni appena spolverate di oggettività, per convincerti che rinunciare al tuo morboso attaccamentento è quasi un delitto.
in casi come questi, quando alla sensibilità si aggiunge un cervello che non si comanda,
è la chimica che deve intervenire per sedarlo.
ma anche la magia nera.
va bene uguale.
lunedì 19 marzo 2012
girone dell'inferno per disordinati.
quando abiti in una soffitta al quartopianosenzascensore diventi molto meno distratto e disordinato. ovvero non è che lo diventi per libera scelta, ma per inevitabile e drammatico apprendimento esperienziale. impari a fare il check di tutto quello che ti serve prima di uscire di casa o prima di entrare nel portone. il tutto, progressivamente, con evidenti ed innegabili tratti ossessivo-compulsivi.
per una distratta e diversamente ordinata come la sottoscritta questa pratica barbara del controllare e programmare, sopraggiunta inattesa, è stata come l'addestramento ad uno dei gironi dell'inferno. il girone dei disordinati.
per una distratta e diversamente ordinata come la sottoscritta questa pratica barbara del controllare e programmare, sopraggiunta inattesa, è stata come l'addestramento ad uno dei gironi dell'inferno. il girone dei disordinati.
sabato 17 marzo 2012
AAA avviso ai naviganti
e senza falsa modestia - perchè ho tante qualità ma questa proprio proprio non la ho - io tutte queste rimostranze non me le aspettavo. quindi il cammino verso la privatizzazione di quinnipack sarà più lento del previsto. non era difficile l'oscura frase "invia una email al proprietario del blog" eppure ha creato piccoli traumi d'abbandono, ergo. temporaneamente, sarò nuovamente nuda, io e i miei outing emozionali. veri falsi temporanei o duraturi che siano.
diciamo che fino ad una certa data di aprile non ho tempo per cercare altri spazi, ma dopo quella certa data di aprile sposterò l'intero luogo di cosedetteacaso in un altro spazio, che mi permetta di gestire meglio gli accessi. perchè c'è tutta una questione di confini, di esterno-interno di detto-non detto di privato-pubblico di sè-altro di vero-falso di troppo-poco che è spuntata così all'improvviso nella mia mente per via di una piccola e non troppo significante circostanza ma che ha avuto conseguenze rilevanti su certe riflessioni lunghe.
per questa ed altre storie lunghe, che ora non ho modo di approfondire, ma sarà mia premura farlo per sistematizzare quello che una mente può partorire attorno a questioni semplici circa la testa umana.
NB. ricapitoliamo facile: ancora per poco poco io, l'omino del cervello e le mie coseacaso
saremo, qui-, prima del trasferimento, questa volta, avviserò con apposite istruzioni d'uso per gli addicted.
diciamo che fino ad una certa data di aprile non ho tempo per cercare altri spazi, ma dopo quella certa data di aprile sposterò l'intero luogo di cosedetteacaso in un altro spazio, che mi permetta di gestire meglio gli accessi. perchè c'è tutta una questione di confini, di esterno-interno di detto-non detto di privato-pubblico di sè-altro di vero-falso di troppo-poco che è spuntata così all'improvviso nella mia mente per via di una piccola e non troppo significante circostanza ma che ha avuto conseguenze rilevanti su certe riflessioni lunghe.
per questa ed altre storie lunghe, che ora non ho modo di approfondire, ma sarà mia premura farlo per sistematizzare quello che una mente può partorire attorno a questioni semplici circa la testa umana.
NB. ricapitoliamo facile: ancora per poco poco io, l'omino del cervello e le mie coseacaso
saremo, qui-, prima del trasferimento, questa volta, avviserò con apposite istruzioni d'uso per gli addicted.
martedì 13 marzo 2012
questioni di privacy
stamattina hanno bussato alla porta mentre mi stavo preparando.era il tipo della tv ed io gli ho aperto così come stavo. struccata.
a parte fidanzati e familiari è estremamente difficile che qualcuno mi veda senza matita sugli occhi.
non è una questione biecamente estetica. non c'entra la vanità o la forma. probabilmente o sicuramente ha qualche risvolto psicologico che affonda le radici nel mio legame di attaccamento. che ne so, mia madre non mi ha guardato abbastanza mentre mi dava il latte occhessoio, mai voluto approfondire, ma così è.
io non guardo il mondo senza un kajal scuro che me lo faccia guardare a modo mio.
eppure stamattina, il tipo dell'antenna della tv, che è anche il tipo del citofono, mi ha visto senza trucco.
per chi mi conosce sa che è peggio che se fossi stata nuda.
comunque lui era lì e nella mia casa con ballatoio sul mondo un po' mi ci sto abituando a smussare le barriere dell'intimità a benficio del mio nuovo vicinato.
e restringere gli accessi al blog, viene proprio da un episodio che mi ha fatto riflettere sull'intimità di alcune cose che scrivo qui. perchè certe volte io me lo dimentico che scrivere qui è un pò come uscire senza trucco e visto che in questo periodo non sono sufficientemente accessoriata per riflettere sulla pertinenza delle cose che scrivo, preferisco poter sapere chi è che legge.
e se state leggendo, vuol dire che potete.
a parte fidanzati e familiari è estremamente difficile che qualcuno mi veda senza matita sugli occhi.
non è una questione biecamente estetica. non c'entra la vanità o la forma. probabilmente o sicuramente ha qualche risvolto psicologico che affonda le radici nel mio legame di attaccamento. che ne so, mia madre non mi ha guardato abbastanza mentre mi dava il latte occhessoio, mai voluto approfondire, ma così è.
io non guardo il mondo senza un kajal scuro che me lo faccia guardare a modo mio.
eppure stamattina, il tipo dell'antenna della tv, che è anche il tipo del citofono, mi ha visto senza trucco.
per chi mi conosce sa che è peggio che se fossi stata nuda.
comunque lui era lì e nella mia casa con ballatoio sul mondo un po' mi ci sto abituando a smussare le barriere dell'intimità a benficio del mio nuovo vicinato.
e restringere gli accessi al blog, viene proprio da un episodio che mi ha fatto riflettere sull'intimità di alcune cose che scrivo qui. perchè certe volte io me lo dimentico che scrivere qui è un pò come uscire senza trucco e visto che in questo periodo non sono sufficientemente accessoriata per riflettere sulla pertinenza delle cose che scrivo, preferisco poter sapere chi è che legge.
e se state leggendo, vuol dire che potete.
giovedì 1 marzo 2012
never without you.
perchè è inutile raccontarsi storie: chi è innamorato non ce la fa a camminare senza.
nemmeno un passo.
nemmeno un giorno.
per strade qualunque di una città qualunque, un amore raccontato semplicemente insegna l'amore.
...
touchè.
nemmeno un passo.
nemmeno un giorno.
per strade qualunque di una città qualunque, un amore raccontato semplicemente insegna l'amore.
...
touchè.
da oggi c'è un nuovo angelo che ci canta le ninne nanne da lassù.
lui la vedeva così...
"ma se questo mondo e' un mondo di cartone allora
per essere felici basta un niente magari una canzone o chi lo sa.."
"ma se questo mondo e' un mondo di cartone allora
per essere felici basta un niente magari una canzone o chi lo sa.."
come si fa la felicità?
oggi mi è stato chiesto cosa è la felicità.
la domanda è lecita, quanto complessa è la risposta.
diciamo che io una risposta abbastanza precisa al riguardo l'avrei, ma è una personalissima consapevolezza che non può essere utile al mondo dal momento che non so nemmeno quanto possa essere utile a me, allo stato dell'arte.
quindi non la ho data. e non la darò qui.
però se dovessi immaginare una soluzione politicamente corretta, ma sufficientemente plausibile, direi che la felicità è una questione matematica. per l'esattezza, è insiemistica.
poniamo che il cerchio grande sia A ed il cerchio piccolo sia B.
B è contenuto o incluso in A se e solo se, per ogni elemento x, se x appartiene a B allora x appartiene ad A
la felicità è sentirsi a casa nella magia.
domandare è lecito, rispondere cortesia.
la domanda è lecita, quanto complessa è la risposta.
diciamo che io una risposta abbastanza precisa al riguardo l'avrei, ma è una personalissima consapevolezza che non può essere utile al mondo dal momento che non so nemmeno quanto possa essere utile a me, allo stato dell'arte.
quindi non la ho data. e non la darò qui.
però se dovessi immaginare una soluzione politicamente corretta, ma sufficientemente plausibile, direi che la felicità è una questione matematica. per l'esattezza, è insiemistica.
poniamo che il cerchio grande sia A ed il cerchio piccolo sia B.
F= 
B è contenuto o incluso in A se e solo se, per ogni elemento x, se x appartiene a B allora x appartiene ad A
la felicità è sentirsi a casa nella magia.
domandare è lecito, rispondere cortesia.
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