mercoledì 23 ottobre 2013

per sfortuna che c'è Pick

c'è confusione.
e nemmeno la brunetta dei ricchi e poveri può salvarci. 
c'è una epidemia di ansiogena inconsistenza ed approssimazione in ogni dove.
osservo per deformazione a-professionale le vite degli altri - soprattutto attraverso la rete - e quello che mi pervade è uno sconfortante,atomistico ed epidemico senso di confusione. 
ma non si tratta di quelle belle irregolarità esistenziali che fanno tanto mente brillante, genio e sregolatezza; nè tanto meno una diagnosticabile ossessione patologica del tipo disturbo compulsivo, che fa molto qualcuno volò sul nido del cuculo.
è piuttosto una latente e non meglio identificata alterazione sensoriale che ci fa camminare come tanti mr magoo nelle vite degli altri alla ricerca di una strada abbastanza nostra da non averne rigetto ma sufficientemente estranea da non essere troppo coinvolti.
è tutto molto "liquido", giusto per riciclare sempreverdi reminescenze sociologiche, tutto irrimediabilmente vitale ma senza troppo impegno o costanza. uno stato di crisi che altera la sua stessa condizione resistendo più a lungo dell'eccezionalità che etimologicamente gli garantiva plausibile esistenza. una scusa istituzionalizzata dallo spread, che diventa la migliore scorciatoia per ovviare a qualsivoglia sforzo o slancio definitorio che rischi di farci essere un po' meno alla moda, non sufficientemente indefiniti. non adeguatamente camaleotici. jamais!!!
contrapposta alla bulimina degli I like ora c'è l'anoressia della spontaneità e una incontenibile ansiogena propensione alla perdita di controllo. tante piccole e confuse vite costruite tra la propria esclusiva e personalissima crisi diffusa e stilosa e le perversioni più ancestrali dei biases attribuzionali.

domenica 6 ottobre 2013

in italia va tutto bene

il lavoro non c'è.
il cibo è avvelenato.
la politica ha dato forfait.
la benzina aumenta di continuo.
hanno tolto il futuro perfino dai libri di grammatica.
la crisi è il monotematico passepartout declinato in ogni dove.
il senso lo si trova solamente dentro un pomeriggio piovoso a casa, tra divano e plaid, con tè, torta appena sfornata, film in streaming e fantasiosi piani di fuga.
e finché continuiamo a ridere così, abbiamo ancora qualcosa da vivere.