lunedì 20 maggio 2013

l'arte del disequilibrio

nei periodi di maremoto non ha molto senso cercare la riva. arrivarci sarebbe ugualmente impossibile.
sembra più sensato imparare a cavalcare le onde e trovare nuove abilità di equilibrio nel disequilibrio.

sabato 11 maggio 2013

valigie vecchie.

in casa, da sola. silenzio.
capita raramente che io sia in casa da sola in silenzio.
di questa casa il silenzio è una delle cose più preziose.
ma usualmente è il contorno. o ci sono le parole o la musica.
osservo le valigie su cui mi ha fatto riflettere ieri stani e mi ascolto lasciando che il silenzio mi stia ad ascoltare.
mi chiedo perchè mi piacciano tanto queste valigie vecchie a fare complemento di arredo. se è vero, come dicono, che trasmettono un senso di precarietà perchè le lascio dominare nella casa più casa che abbia mai avuto?
non è che non ci abbia mai pensato a certe cose, ma le valigie non le avevo mai viste come così evidentemente legate a tutte quelle riflessioni.
siamo arrivati qui da viaggi diversi lui ed io. l'instabilità è la nostra cifra personale. quello che differenziandoci molto ci accomuna è l'essere sempre stati alla ricerca di qualcos'altro. l'altro a prescindere. l'altro da quello che c'era. nella migliore delle situazioni entrava, subdolo e pervasivo, l'altro a farsi spazio dentro e a fare spazio fuori. e si ricominciava puntualmente dalla ricerca.
questa volta, in questa vertiginosa voglia di noi stiamo cercando parcheggio con l'animo di chi non è abituato a fermarsi.
è la prima cosa nella mia vita che vedo senza incertezza ed è con lo stupore delle scoperte che cauta e prudente non lascio andare l'abitudine alla fuga. non fuggirei mai da qui. ma sapere che c'è una valigia vecchia a ricordarmi che la mia natura instabile qui è in casa e non in prigione, in qualche modo mi fa sentire me anche diversa da me.

venerdì 3 maggio 2013

finalmente maggio

finalmente maggio.
caffè, computer, il divano di pelle che comincia a sentirsi inadeguato,
il sole bollente che entra dalla finestra spalancata mi riscalda giusto un braccio, un ginocchio e l'umore. riprendere pantaloncini e canotte è ogni anno il viaggio di Proust con la madeleine in La recherche, così che il cambio di stagione si trasforma in un inventario di ricordi e sensazioni.
segni tangibili di cambiamententi intangibili i vestiti che ho indossato la scorsa estate mi hanno portato esattamente dove sono ora. l'unico posto al mondo dove vorrei essere.
finalmente l'estate è arrivata e il verde del limone simone la rende quest'anno particolarmente benvenuta.