certi lunedì hanno l'aria di essere più lunedì di altri.
sono quelli in cui ti svegli con la convinzione che non deve cominciare solo una settimana, ma tutto il resto della tua vita.
anche se poi basta il primo caffè per sedare l'animo più rivoluzionario e l'occhio interdetto del cane per farti sentire un tanto eccessivo per un lunedì mattina.
nonostante il miglior sole del mese.
in giorni così, dopo altri di distacco volontario dalla quotidianità, l'equilibrio lo puoi trovare solo in equazioni di continuità tra passato e futuro. ricostruzione come ricollocazione.
in lunedì così, la dissonanza di periodi stonati trova accordo nelle parole familiari di chi può assicurarti che non ti stai tradendo, anche se ti stai solo un po' perdendo. che la vita da attinia sentimentale non è in distonia con l'atavica e celebrata indipendenza di cui ti fai vanto. è solo esperienza. è solo consapevolezza che sai di farcela da sola, ma in due è più bello e i compromessi si possono accettare se scendono a patti con la parte più fragile e forte che hai. se la versione 2.0 di te appare imbarazzantemente sentimentale non è un tradimento, ma evoluzione. e sentirsi dire che qualunque scelta è quella giusta se non rinuncia più a niente del bello che è qui ed ora ha un gusto di rivoluzione silenziosa, che non sembra così estranea.
mai abbastanza lontani, per ricordarsi che se c'è stato qualcosa che ha brillato meno è stato solo perché servisse ad imparare a far brillare sempre le cose preziose, incondizionatamente.
in lunedì così, la fortuna sfacciata di avere legami straordinari fa venire voglia di sorridere, anche se è lunedì.
lunedì 31 marzo 2014
domenica 23 marzo 2014
tu chiamala se vuoi "pucundria"
domenica pomeriggio e pioggia non vanno assolutissimamente d'accordo.
ieri era primavera, oggi grandina e lo so che marzo è pazzo e che la domenica è di suo un giorno bello finchè non arriva la sera, ma la sensazione troppo forte per essere contenuta e razionalizzata chiede di rovesciarsi su foglio bianco.
è un sapore di nostalgia, misto ad ansia, misto a tristezza, che quaggiù assomiglia a quello che è dentro la parola "pucundria". sarà il tempo, sarà la primavera, sarà che sono stanca o sarà che è un periodo curioso, perfettamente a metà tra la tensione curiosa e positiva del sabato mattina e la pucundria della domenica sera.
sarà quel che sarà, a me fa strano sentire tutto estraneo.
e lo è particolarmente alle diciannoveecinquantacinque di questa domenica sera tutto strano ed estraneo, pieno di tanti estranei che non sanno nemmeno di esserlo.
questa sorta di nostalgia di non si sa cosa precisamente che si mischia a quella sconosciuta piccola impercettibile eccitazione per un'altrettanta incognita esistenziale. starò definitivamente perdendo la testa.
ed il mio cane che mi guarda come fossi pazza ha forse ha ragione. immagino nei suoi occhi perplessi lo sguardo che avrei se mi potessi guardare da fuori.
anch'io mi coccolerei come fa lui, probabilmente, mentre come me aspetta che il nostro amore torni a rassicurarci che vada come vada, andrà sicuramente tutto bene perchè così deve andare.
aspettare che torni lui per distenderci addosso e farci pettinare i pensieri è l'unica soluzione che al momento pare sensata.
ieri era primavera, oggi grandina e lo so che marzo è pazzo e che la domenica è di suo un giorno bello finchè non arriva la sera, ma la sensazione troppo forte per essere contenuta e razionalizzata chiede di rovesciarsi su foglio bianco.
è un sapore di nostalgia, misto ad ansia, misto a tristezza, che quaggiù assomiglia a quello che è dentro la parola "pucundria". sarà il tempo, sarà la primavera, sarà che sono stanca o sarà che è un periodo curioso, perfettamente a metà tra la tensione curiosa e positiva del sabato mattina e la pucundria della domenica sera.
sarà quel che sarà, a me fa strano sentire tutto estraneo.
e lo è particolarmente alle diciannoveecinquantacinque di questa domenica sera tutto strano ed estraneo, pieno di tanti estranei che non sanno nemmeno di esserlo.
questa sorta di nostalgia di non si sa cosa precisamente che si mischia a quella sconosciuta piccola impercettibile eccitazione per un'altrettanta incognita esistenziale. starò definitivamente perdendo la testa.
ed il mio cane che mi guarda come fossi pazza ha forse ha ragione. immagino nei suoi occhi perplessi lo sguardo che avrei se mi potessi guardare da fuori.
anch'io mi coccolerei come fa lui, probabilmente, mentre come me aspetta che il nostro amore torni a rassicurarci che vada come vada, andrà sicuramente tutto bene perchè così deve andare.
aspettare che torni lui per distenderci addosso e farci pettinare i pensieri è l'unica soluzione che al momento pare sensata.
lunedì 10 marzo 2014
quella tanta umanità.
homo sunt, humani nihil a me alienum puto. (terenzio)
la quantità di umanità che si trova in giro di sti' tempi è decisamente e soprendentemente oltre le aspettative.
e forse il non riuscire a stupirmi oltremodo per le robe umane che questa umanità è in grado di generare un po' mi dispiace.
tutto mi tocca e niente mi stranisce.
se qualcuno, di quando in quando, volesse tenersi qualcosa per sé, confesso, non mi dispiacerebbe.
dall'umanità umana non si può andare in vacanza, men che mai se hai deciso di averci a che fare per deformazione esistenziale.
la quantità di umanità che si trova in giro di sti' tempi è decisamente e soprendentemente oltre le aspettative.
e forse il non riuscire a stupirmi oltremodo per le robe umane che questa umanità è in grado di generare un po' mi dispiace.
tutto mi tocca e niente mi stranisce.
se qualcuno, di quando in quando, volesse tenersi qualcosa per sé, confesso, non mi dispiacerebbe.
dall'umanità umana non si può andare in vacanza, men che mai se hai deciso di averci a che fare per deformazione esistenziale.
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