martedì 25 luglio 2017

non ho l'età

Si arriva ad una età che veramente non hai voglia di cose di cose di cui non hai voglia, come le file alla posta, le storie inutili, le bugie gratuite, essere alla moda, i cambi di umore, la noia degli altri, chili di troppo, conversazioni sterili, un brutto caffè. Non è una questione di età anagrafica.
C'è questa età che ho ora, che non sono i miei 36 anni, è quell'età che viene dopo tutta una serie di pensieri, di fatti e di vita, che potresti averne venti come sessanta e non cambierebbe nulla, perché questa è una età che ti senti nella testa come un chiodo fisso e sulla pelle come la crema protettiva, che vuoi solo cose che ti somiglino. Perché poi passa la voglia di sembrare migliore di come sei e finisci per piacerti lo stesso, anche nei giorni che ti odi abbastanza.
Che anche quando capita di doverlo fare il sorriso sotto sforzo è leggero come il pensiero che lo sottende: chissenefrega. Perché a questa età qui regalare un po' di compiacenza non è nemmeno più una violenza psicologica al tuo super-io, è pura elemosina verso quanti non riescono ancora a misurarsi le priorità. d'altronde, mica uno è obbligato averne di priorità.


monitoraggio felicità

da qualche tempo la mia felicità è sotto stretto monitoraggio.
non passa giorno che una vocina duenne non mi chieda: "sei felice?" e "papà e felice?"
all'inizio mi ha spiazzata. rispondevo sì senza pensarci, credendo ci fosse qualcosa che la preoccupasse.
poi ho capito che non è affatto preoccupata, è interessata. 
lei veramente vuole sapere se siamo felici e non accetta un sì distratto come risposta.
il monitoraggio prevede sincerità. se per qualche ragione non lo sono in quel momento, ne parliamo, decidiamo una strategia e ne esce più serena di quelle volte che dicevo sì con voce ed atteggiamento incoerenti. lì non mollava, continuava insospettita con varie domande. disarmante e contagiosa la sua logica semplice. mi avvince. 
il punto è che ho notato che da quanto ha cominciato a chiedermelo io sono realmente più felice.
nei pochi secondi in cui penso a cosa rispondere, passo in rassegna le cose importanti e tutto rientra in un "sì, certo amore, sono molto felice" che illumina quegli occhi immensi che mi fissano sgranati e mi alleggerisce la testa. 
è vero, sono felice e ad un grande non saprei assolutamente come spiegarlo.