giovedì 1 marzo 2012

come si fa la felicità?

oggi mi è stato chiesto cosa è la felicità.
la domanda è lecita, quanto complessa è la risposta.
diciamo che io una risposta abbastanza precisa al riguardo l'avrei, ma è una personalissima consapevolezza che non può essere utile al mondo dal momento che non so nemmeno quanto possa essere utile a me, allo stato dell'arte.
quindi non la ho data. e non la darò qui.
però se dovessi immaginare una soluzione politicamente corretta, ma sufficientemente plausibile, direi che la felicità è una questione matematica. per l'esattezza, è insiemistica.


poniamo che il cerchio grande sia A ed il cerchio piccolo sia B.

F= B \subseteq A \iff \forall x: x \in B \Rightarrow x \in A

B è contenuto o incluso in A se e solo se, per ogni elemento x, se x appartiene a B allora x appartiene ad A


la felicità è sentirsi a casa nella magia.

domandare è lecito, rispondere cortesia.



5 commenti:

  1. io mi sono fatta più o meno la stessa domanda, ma invece che scriverci un post commento il tuo.
    ecco, a differenza tua io non ho una risposta perchè, ovviamente, credo che per ognuno sia un concetto molto diverso (io mi sento molto felice quando mangio le caramelle gommosette, ma non per tutti è così, altrimenti ci sarebbe un mondo grasso, pieno di candy point e senza zara). Ma credo, invece, che per molti la felicità sia misurabile, nel senso che parte del sentirsi felice sia dato dal fatto di esternarlo e condividerlo col mondo. Mi chiedo se forse la misura della felicità non stia nel fatto che essa sia riconoscibile e quantificabile ad occhi esterni e che, nella sua dimensione intimistica, non assuma lo stesso valore? In fin dei conti quando si è felici si è portati naturalmente ad essere più sociali ed a voler rendere felice il proprio prossimo. O forse, per essere realmente felici, è necessario specchiarsi negli occhi di qualcuno che ci rimandi indietro la nostra immagine. Boh.

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  3. a me piace vedere le cose che le persone hanno nella testa quando pensano alla felicità, anche perché credo - come te - che ognuno abbia la sua versione, come le verità.
    grazie di avermi scritto la tua. mi ha fatto pensare alle piccole cose che fanno felicità, come dormire abbracciati, passeggiare sulla spiaggia, organizzare un viaggio, cantare a squarcia gola canzoni sceme, mangiare pasta e ceci, appassionarsi ad un libro, cucinare assieme a qualcuno a cui vuoi bene e tante piccole altre felicità quotidiane.
    c'è però una confusione di fondo che spesso sovrappone lo star bene all'essere felici.
    puoi stare molto bene e si può anche vedere molto da fuori, perchè chi sta bene fa star bene, ma essere felici come lo intendo io è un'altra cosa.
    per me essere felici é sentirsi completi.

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    1. riflessioni sulla felicità non avendo un chiara definizione su di essa non sono facili a farsi. e così si va a tentativi sul trovare le parole per un'idea molto vaga. mi baso su quello che dicono gli altri e sui loro comportamenti, che poi sia felicità o star bene ognuno lo interpreta a suo modo. per il resto epochè.

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    2. "questa vita dev'essere un test, perchè se fosse stata vera ci avrebbero dato delle istruzioni migliori".
      in letteratura uno dei migliori apprendimenti è quello per prove ed errori. ecco. ;)

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