il ronzio dei cervelli arruginiti che si sostituisce al fiato emesso in qualunquistiche conversazioni lo sento perfino nei racconti raccontati.
racconti in cui riconosco parole e (pseudo)ragionamenti già sentiti. rabbrividisco.
curioso che continui a stupirmi del fatto che talune persone non si disturbino a riflettere oltre schemi asettici, limitando le proprie riflessioni a superficiali processi onanistici, elaborati per lo più con sforzo ed in rigorosa assenza di costruttivo confronto.
amo gli esemplari di vuoto celebrale tanto quanto amo zeno cosini. è una di quelle cose che mi fa venir voglia di appartenere al mondo vegetale.
d'altronde la libertà di scelta ci garantisce la libertà di scegliere di non circondarsi di discutibili anestesie emotivo-cognitive ambulanti.
per chi aspira a qualcosina in più per il proprio spirito è un gran conforto.
così reminescenze di antiche perplessità tornano a galla, ristrutturandomi gli umori.
il mio ego ne beneficia molto.
ricordarsi di ringraziare il mondo per essere talmente mediocre da pettinarmi, suo malgrado, l'autostima.
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