ero in libreria stamattina. mi aggiravo con aria annoiata curiosa e sospettosa per via dall'iperproduttività letteraria di questi ultimi tempi. alla nota e compianta crisi del libro si accompagna un eccesso di nuovi autori e nuovi titoli che se davvero avessimo tanti scrittori quanti libri sono prodotti il nostro paese godrebbe di una qualità culturale decisamente superiore a quella che appare. ma ho smesso da tempo di credere alla logica aristotelica. ad ogni modo -senza divagare - ero in libreria per cercare qualcosa che sancisse il mio essere ufficialmente in vacanza. non lo sarei, per le cose da fare, ma mi son data le ferie. così ufficialmente ho detto a me stessa: "vai, sei libera". io me le merito proprio queste vacanze. merito di curare con cura quello che sta arrivando e dedicargli tutto il tempo che ho. ci vuole tempo per il tempo nuovo e ci vogliono le parole giuste per scriverlo bene. così sono finita in libreria ed ho cominciato ad aggirarmi abbastanza seria e concentrata. chi era con me snocciolava titoli e suggerimenti, ma in reraltà ero in attesa del colpo di fulmine. resto fondamentelmente una romantica. in particolare, sono i titoli che mi attraggono più dei libri in sè. lo confesso. credo che alcuni siano assolutamente geniali. se avessi più soldi comprerei molti più libri solo perchè i titoli lo meritano. ma non ho molti soldi e devo leggere anche la quarta di copertina per evitare una sciocca disfatta economica solo per amor delle parole. ad ogni modo il libro delle vacanze è importante. è un po' la colonna sonora dell'estate l'insieme di storie da cui decidi di far accompagnare il tuo relax. non c'è viaggio che non mi ricordi il libro che era in valigia.
il primo di quelli che mi accompagneranno quest'anno mi ha sedotta con questa frase:
"Le cose capitano, e non c'è altro da fare che guardarle accadere [...] A quel punto vi rendete conto che stupore e disincanto vi appartengono, e cominciate a sorridere, a ridere. A ridere della incommensurabile vacuità, stupidità, prevedibilità delle cose umane: fare sesso, innamorarsi, trovare un lavoro, sposarsi, fare una famiglia, disfare una famiglia. Sorridete e ridete perchè siete vicinissimo o lontanissimi, e vedete tutto con chiarezza." (jonathan coe, donna per caso)
ed io sorrido, rido, guardo accadere e leggo.
"Leggere, come io l'intendo, vuol dire profondamente pensare" alfieri
venerdì 6 agosto 2010
mercoledì 4 agosto 2010
chiedimi se sono felice
e ti svegli male e poi trovi questi regalini nella posta che ti leggono dentro.
ti strappano quel sorriso che non speravi e rendono tutto più leggero.
ti strappano quel sorriso che non speravi e rendono tutto più leggero.
sossogni
ci sono dei sogni che sarebbe meglio non fare. ci sono dei sogni che quando ti svegli vorresti bestemmiare in lingue sconosciute perchè era solo un sogno. e ti svegli menomato, frustrato, privato di una parte di felicità che era tua. lo era per davvero. invece ora devi vivere nella contraddizione tra quello che hai sognato come vero e quello che vero lo è per davvero. non puoi non essere arrabbiato. sono arrabbiata stamattina. ed è brutto svegliarsi arrabbiati. svegliarsi con la voglia di ritornare a letto e continuare a vivere quel sogno come fosse vero. ma tanto non torna, il sogno. maledetta mente che mi sveglia da una sogno finto per farmi entrare in un incubo vero.
martedì 3 agosto 2010
spennellata all'esistenza
cercando di farci una vita. è questo che stiamo facendo.
una generazione alla ricerca della propria identità, mai abbastanza intraprendente nè abbastanza classica. per cronologia non siamo più solo figli, per precarietà non siamo del tutto adulti. viviamo a metà tra la vita che vorremmo e la vita che abbiamo. brancoliamo, cercando di diventare grandi nonostante l'instabilità. sembra un gioco alla vita vera, mentre è il nostro futuro che stiamo vivendo ora. è quello che non sapevamo come sarebbe stato: eccolo, è qui. cominciamo a seminare il mondo di noi, ma lo possiamo fare solo con cautela, ridendo oggi e pennellando pareti non nostre, consapevoli che viaggiamo senza paracadute. prendiamo quello che viene, quando viene e se non viene lo facciamo venire ceativamente, a piccole dosi. perchè è il tempo. è il tempo di agire, senza prenderci troppo sul serio, ma senza essere più solo in potenza. diventiamo la cosa più simile a noi che vorremmo. niente più procrastinazioni. solo incosciente determinazione esistenziale. e se qualcosa non andrà come previsto, passeremo un'altra mano di vernice. fortunatamente, i colori non mancano.
una generazione alla ricerca della propria identità, mai abbastanza intraprendente nè abbastanza classica. per cronologia non siamo più solo figli, per precarietà non siamo del tutto adulti. viviamo a metà tra la vita che vorremmo e la vita che abbiamo. brancoliamo, cercando di diventare grandi nonostante l'instabilità. sembra un gioco alla vita vera, mentre è il nostro futuro che stiamo vivendo ora. è quello che non sapevamo come sarebbe stato: eccolo, è qui. cominciamo a seminare il mondo di noi, ma lo possiamo fare solo con cautela, ridendo oggi e pennellando pareti non nostre, consapevoli che viaggiamo senza paracadute. prendiamo quello che viene, quando viene e se non viene lo facciamo venire ceativamente, a piccole dosi. perchè è il tempo. è il tempo di agire, senza prenderci troppo sul serio, ma senza essere più solo in potenza. diventiamo la cosa più simile a noi che vorremmo. niente più procrastinazioni. solo incosciente determinazione esistenziale. e se qualcosa non andrà come previsto, passeremo un'altra mano di vernice. fortunatamente, i colori non mancano.
lunedì 2 agosto 2010
altrove
ieri notte ero al virgiliano. per qualche ragione che non conosco non c'erano illuminazioni. c'era una panchina rivolta verso il mare. era molto buio e le uniche luci oltre alle stelle erano quelle della città che ci guardava come se fossimo noi il panorama. uno stereo per terra esattamente tra noi e il mare suonava il tango. lì, così, al buio, c'era un gruppo di ragazzi che ballava appassionatamente la musica più struggente e vitale che abbia mai ascoltato. faceva fresco, avevo le spalle scoperte e i pensieri indifesi.
Iscriviti a:
Post (Atom)