miasorellachemitirasu:
"perchè non si muore per un culo che abbiamo al posto del cuore.
perchè un culo è.
vorrei ricordartelo.
il cuore è un muscolo come lo è lo sfintere.
solo molto sopravvalutato"
Edi Lavorochefai, Manuale d'antiamore, salerno 2010
lunedì 6 dicembre 2010
guardiani del sonno
stanotte mi addormento con un guardiano del sonno, stanziato nel tugurio per farsi argine delle mie follie, delle mie ossessioni, dei miei eccessi. il guardiano stanotte ha deciso di non muoversi da qui, ha deciso di restare a vegliare sui miei scompensi emotivi in compagnia di un'indicibile pesantezza esistenziale e di una testa totalmente svuotata dalla centrifuga di confusioni che ha macerato nelle ultime ore.
pieni e vuoti, azione e non azione, ragione e torto, passato e presente, giusto e sbagliato.
nel palleggiarsi alienante di sterirli contrapposizioni, resto immobile, mi lascio guidare da chi lucidamente, forse, può vedere meglio di me quello che io probabilmente non voglio, più che non riesco, a vedere. lascio fare a chi ha deciso di accompagnarmi fino a domani mattina, quando tutto sarà di nuovo chiaro. fino a domani, quando i toni dell'intorno non saranno filtrati dall'opaco vetro dell'imponderabilità del caso.fino a domani quando la mia leggerezza non sarà graffiata dalla violenza incolpevole del caos. fino a domani, quando un nuovo sorriso preso dal cassetto del necessario vivere verrà stirato sulla mia bella faccia, sopra quel trucco abbondante che non contiene più la stanchezza dei miei pensieri superflui.
pieni e vuoti, azione e non azione, ragione e torto, passato e presente, giusto e sbagliato.
nel palleggiarsi alienante di sterirli contrapposizioni, resto immobile, mi lascio guidare da chi lucidamente, forse, può vedere meglio di me quello che io probabilmente non voglio, più che non riesco, a vedere. lascio fare a chi ha deciso di accompagnarmi fino a domani mattina, quando tutto sarà di nuovo chiaro. fino a domani, quando i toni dell'intorno non saranno filtrati dall'opaco vetro dell'imponderabilità del caso.fino a domani quando la mia leggerezza non sarà graffiata dalla violenza incolpevole del caos. fino a domani, quando un nuovo sorriso preso dal cassetto del necessario vivere verrà stirato sulla mia bella faccia, sopra quel trucco abbondante che non contiene più la stanchezza dei miei pensieri superflui.
domenica 5 dicembre 2010
sabato 4 dicembre 2010
tampona-menti
è stato un attimo ed in quell'attimo il cervello mi si è spento. letteralmente. ho sentito solo l'urto e poi più nulla. confusione. l'autostrada era particolarmente buia ed io con il consueto e supponente controllo del multitasking straparlavo al telefono, colpevolmente distratta per riempire il silenzio della radio rubata. la certezza di non aver fatto nulla di sbagliato non razionalizzava l'evento che si stava verificando. qualcosa mi aveva urtato. era buio, i vetri erano appannati e la vista come al solito inefficiente. per qualche secondo non ho capito assolutamente nulla. ho avuto solo tanta paura. confusione, spaesamento e paura. lentamente ho accostato sulla corsia di emergenza e per qualche secondo sono rimasta seduta con la testa che mi faceva male fra le mani, mentre nel collo e nella schiena rimbombavano eco del colpo ricevuto. pochi secondi credo, ma il cuore tachicardico non mi dava tregua. tremavo. ho pensato solo a respirare. calmarmi e respirare. del tutto aliena alla mia lucidità. ho aperto la porta ed ho sentito la macchina dietro urlarmi di non scendere e di raggiungere la piazzola di sosta poco più avanti. non mi ero resa conto che stavo per scendere sull'autostrada. ero spaventata e tramante ancora. il telefono squillava mia sorella allarmata aveva ricevuto un sms che l'avvertiva dell'incidente. tutto concorreva a confondermi di più. non era un miracolo, ma solo il mistero della fede di una tecnologia a me oscura: la scatola nera. nemmeno sapevo che l'avessimo. tutto il dopo non ha importanza. tutto l'evento è in quei secondi tra il momento e la sua elaborazione. sono attimi, sono frazioni di attenzione in cui la logica perde la sua logica sopravanzata dalle sensazioni e dagli umori. in quegli istanti si diventa pura emozione. è l'accelerazione cardiaca a comandare il cervello. proagonista indiscusso il rumore dei battiti che intensifica il respiro. il sangue non arriva al cervello e si abdica il contatto con se stessi. non ricordo di aver colpito con la testa il volante eppure ora mi fa male la fronte. un bernoccolo spuntato dal nulla mi ricorda che non ho il controllo su tutto.
giovedì 2 dicembre 2010
buongiorno notte
e ancora per un'altra notte, mi trovo ad augurare il buongiorno alla buonanotte,.
mi infilo sotto il piumone pesante, in mezzo a coperte gelate, lasciandomi accompagnare nel sogno da un sorriso rubato all'eco di parole nate in una imprevista serata senza pretese e lasciandomi addormentare da pensieri sornioni che si avvinghiano allo scaldino come attinie congelate. giornate intense, strabordanti di evenienze, notti lunghe di instancabili veglie.
mi infilo sotto il piumone pesante, in mezzo a coperte gelate, lasciandomi accompagnare nel sogno da un sorriso rubato all'eco di parole nate in una imprevista serata senza pretese e lasciandomi addormentare da pensieri sornioni che si avvinghiano allo scaldino come attinie congelate. giornate intense, strabordanti di evenienze, notti lunghe di instancabili veglie.
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