lunedì 18 luglio 2011

e lo strano normale.

in un maldestro scarabeo non riesco a combinare le lettere nella giusta maniera. qualunque cosa provo a scrivere esce sempre e solo una unica soluzione: strano.
un intensissimo e violentissimo strano che mi occupa la mente, corteggiato da tante altre sensazioni senza nome. muti suggerimenti di umori in sospeso.
e la saggia decisione di non pensare fino al contrordine.
senza pensare, va tutto bene.

giovedì 7 luglio 2011

porre il bagaglio nell'apposita cappelliera, accanto alla follia. Grazie.

e quando d'un tratto tutto diventa confuso. la notte delle valigie è sempre tutto più confuso del normale. e stanotte più delle altre. mentre decido cosa lasciare e cosa portare per l'ennesimo viaggio lontano dall'ennesimo dove, seminando ancora una volta un po' di me in un'altra casa, tutto sembra importante e niente sembra essere veramente mio. vorrei non avere bagagli per questo viaggio. vorrei andarmene e basta. scomparire. è un pensiero sgraziato da pensare, ma è l'unico che riesco a elaborare nel vortice auto ed etero distruttivo in cui puntualmente ricado quando sono in bilico, ritrovandomi così indesideratamente me stessa. è che la notte delle valigie tutto quello che di più prezioso posseggo mi possiede diventando zavorra ed è per questo che in notti come questa vorrei esistesse al mondo un posto, un posto qualunque, dove non serva niente, nemmeno i pensieri.


martedì 5 luglio 2011

find the way


chi lo sa' se poi la strada c'è.
perchè non è che si può conoscerla sempre, la strada.
ma tu stammi dietro, che da qualche parte andiamo.
e se non dovessimo arrivare avremo fatto comunque il miglior viaggio di sempre.


[who knows if the way exist.
because you can't know it every time, the way.
but you follow me, please. we'll arrive in some place, at least.
and if finally we couldn't find the way, we might had done togheter, the better trip of all]

Le perle si trovano in posti difficili

Perché la vita a volte ti fa regali strani. Ti fa certi regali che tu ad un certo punto non capisci più se sono proprio regali o piuttosto dispetti. Così, per non darle soddisfazione l'unica cosa che puoi fare è raccontartela bene quella cosa li, che sembra un dispetto ma che alla fine è solo un regalo con complicazioni. Alla fine le cose belle belle troppo semplici non lo sono mai. Le cose belle devi sentire di essertele un po' guadagnate per potertele godere veramente. Così quel regalo che poi sembrava dispetto torna ad essere un regalo perché doverne avere più cura del normale ti costringe a valorizzarlo e curarlo e dedicargli talmente tanto che il suo valore diventa proporzionale all'impegno che ci metti. E quello che ci guadagni in questi casi è esattamente il "colore del grano".