giovedì 30 gennaio 2014

tretratrètrentiniandaronoatrento

a trentatrè anni gesùbambino l'hanno messo in croce.
io non sono cristiana, direi piuttosto agnostica e abbastanza anticlericale, però l'italianerrima educazione cattolica mi scorre mio malgrado nelle vene. per quanti tentativi io voglia fare di aprire schermaglie dirette e blasfeme contro il sistema-dio, immancabilmente mi vengono idee che hanno il sapore salesiano. lo aborro, ma aborro anche la mia bassa statura e la cattiva educazione, eppure non mi accanisco.
questo perché da un mese ho trentratrè anni e la croce trascinata sul Sinai assomiglia alla scalata quotidiana in cui si è tradotta la sopravvivenza nel mio mondo. banale anche a dirsi ormai: la crisi, il lavoro che non c'è, il lavoro che se c'è è sottopagato, i diritti sono un optional, le tasse sono un obbligo, gli stipendi sono ridicoli ed i prezzi irripetibili, il rosso in banca, allora andiamo via, ma via dove, altrove non mi piace, voglio lavorare per vivere non vivere per lavorare, eppure non c'è futuro, ma pure il presente lascia a desiderare, l'affitto non si paga da solo, andiamo presto a cinema che li stanno chiudendo tutti, non ho tempo di dormire non ho voglia di uscire, facciamo una cena, ma tutto fa male, c'è la terra dei fuochi ed il freddo invernale. poi piove e ho tanto da fare.e menomale che ci sei tu amico/amore mio.
standardissimi processi mentali di trentatrenni partenopei che non mollano il popolo eletto.
come il panno della maddalena arriva l'ossigeno relazionale nelle serate tra amici a sperare in tempi migliori e infiocchettare quelli presenti e anche i giorni peggiori si chiudono tra le braccia ognuno del proprio amore. le relazioni non sono solo relazioni amorose ed amicali sono ancore, mondi, alfa ed omega. ha tutto senso solo se condiviso, affrontare questa salita da soli sarebbe atroce. meglio farlo tra un pianto ed una risata.
c'è violenza in questa crisi, sfiorare la sopravvivenza e non potersi lamentare perché si ha il minimo in un momento dove anche quello è un optional, fa incazzare o deprimere a giorni alterni.
eppure i miei cani scondinzolano lo stesso, la minion della mia migliore amica ha preso a camminare, la gente si sposa e i sogni si lasciano sognare.
e non abbiamo mai avuto tempi così difficili solo perché non abbiamo mai avuto trenatreanni in periodi di crisi, ma perfino gesùbambino poi è risorto e alla lunga, ora dicono, sia a godersi l'eternità.

mercoledì 23 ottobre 2013

per sfortuna che c'è Pick

c'è confusione.
e nemmeno la brunetta dei ricchi e poveri può salvarci. 
c'è una epidemia di ansiogena inconsistenza ed approssimazione in ogni dove.
osservo per deformazione a-professionale le vite degli altri - soprattutto attraverso la rete - e quello che mi pervade è uno sconfortante,atomistico ed epidemico senso di confusione. 
ma non si tratta di quelle belle irregolarità esistenziali che fanno tanto mente brillante, genio e sregolatezza; nè tanto meno una diagnosticabile ossessione patologica del tipo disturbo compulsivo, che fa molto qualcuno volò sul nido del cuculo.
è piuttosto una latente e non meglio identificata alterazione sensoriale che ci fa camminare come tanti mr magoo nelle vite degli altri alla ricerca di una strada abbastanza nostra da non averne rigetto ma sufficientemente estranea da non essere troppo coinvolti.
è tutto molto "liquido", giusto per riciclare sempreverdi reminescenze sociologiche, tutto irrimediabilmente vitale ma senza troppo impegno o costanza. uno stato di crisi che altera la sua stessa condizione resistendo più a lungo dell'eccezionalità che etimologicamente gli garantiva plausibile esistenza. una scusa istituzionalizzata dallo spread, che diventa la migliore scorciatoia per ovviare a qualsivoglia sforzo o slancio definitorio che rischi di farci essere un po' meno alla moda, non sufficientemente indefiniti. non adeguatamente camaleotici. jamais!!!
contrapposta alla bulimina degli I like ora c'è l'anoressia della spontaneità e una incontenibile ansiogena propensione alla perdita di controllo. tante piccole e confuse vite costruite tra la propria esclusiva e personalissima crisi diffusa e stilosa e le perversioni più ancestrali dei biases attribuzionali.

domenica 6 ottobre 2013

in italia va tutto bene

il lavoro non c'è.
il cibo è avvelenato.
la politica ha dato forfait.
la benzina aumenta di continuo.
hanno tolto il futuro perfino dai libri di grammatica.
la crisi è il monotematico passepartout declinato in ogni dove.
il senso lo si trova solamente dentro un pomeriggio piovoso a casa, tra divano e plaid, con tè, torta appena sfornata, film in streaming e fantasiosi piani di fuga.
e finché continuiamo a ridere così, abbiamo ancora qualcosa da vivere.

martedì 10 settembre 2013

i poeti fanno credito.

ogni volta che la ritrovo mi viene voglia di rubarla.
l'ho ritrovata e calza perfettamente con l'ennesima volta che la mia testa è in modalità boh. e le mie parole in modalità bah.

Solo quando mangi un limone apprezzi davvero lo zucchero. La vita è un paradosso, ma lo è davvero? Le contraddizioni dentro e fuori di noi sono davvero una forma di dissonanza o solo un altro modo di chiamare l’armonia in un linguaggio ancora da scoprire, un linguaggio ancora da imparare, un linguaggio di cui siamo stati privati. Viviamo in un mondo sbagliato, ma non deve essere per forza così. Puoi essere un accademico ed arrivare a questa conclusione leggendo libri o puoi avere questa illuminazione ribelle svegliandoti nel tuo vomito. In un modo o nell’altro non puoi perdere, senza inferno non c’è paradiso, senza buio non c’è luce.
A.K. (Eugene Hutz; Sacro e Profano)


lunedì 2 settembre 2013

l'anno che verrà.

a settembre, come ogni anno, per quanto mi riguarda comincia l'anno.
anche quando non è mai abbastanza la tregua concessa tra una fine ed un inizio. quando l'estate è stata perfettamente troppo corta per essere sufficiente e assolutamente giusta il giusto per farsi mancare ancora un po', da costringersi in promesse mitomani per tempi migliori.
è settembre, è lunedì e non si può procrastinare.
colazione presto di malavoglia con broncio e piagnucolii, coccolati con pazienza dalla cosa bella di questo settembre. (e di tutti gli altri mesi dell'anno)
ci saranno matrimoni convegni partenze ritorni progetti prove viaggi pianti e risate; ci sarà il natale e un altro capodanno per quest'anno; ci saranno cose nuove e cose vecchie, ci sarà tutto quello che un anno deve avere, compreso un anno in più e quella vena sottile di adultità che si attacca addosso come le rughe, senza nemmeno avere il tempo di pensare a come vorrai essere da grande.
e per tutto quello che ci sarà in quest'anno, buon anno
e speriamo di avere abbastanza culo per campare
e altrettanto cuore per continuare a sognare.