sono diventata intransigente con la vecchiaia? può essere, ma il mio maestro mi ha insegnato che se non mi diverto non mi impegno abbastanza e nessuno ha più ragione di lui su di me. sempre.
martedì 15 dicembre 2015
cose importanti
in alcune fasi credo sia utile fermarsi un attimo e cominciare ad elencare le cose veramente importanti per sé così da trovare continuità nella propria storia ed evitare di perdersi distrattamente nei meandri della vita caotica e viziata. credo sia utile non distrarsi da quello che veramente ci fa pensare di essere a proprio agio e fuggire come se non ci fosse un domani da tutto quello che anche per un solo secondo si vela di note di disagio.
venerdì 4 dicembre 2015
ce la posso fare
serve un mantra.
serve un mantra come il caffè dopo una notte insonne.
serve un mantra come la canzone preferita per interrompere il pianto di aliz.
il mio mantra è "ce la posso fare".
perchè è vero. posso farcela ad avere ritmi assurdi, interazioni al limite della logica, dialoghi alla quadro di escher e scadenze sempre prima di quando mi possa accorgere di avere una scadenza.
ma io posso farcela, perchè sono sempre stata un cararmato prima di essere troppo stanca per essere anche solo una cinquecento. quindi basta togliersi da dosso un po' di beneficio secondario della lamentela, rispolverare un po' di aggressività e positività sopite e ridere.
serve sempre ridere, almeno quanto un mantra.
martedì 29 settembre 2015
september morn
settembre è finito e a me sembra di aver scalato l'everest a mani nude.
ma vedo la cima, quindi stabbene.
aliz ha compiuto sei mesi e noi tre anni.
tre anni che nel vortice dei bilanci esistenziali sono stati una vera rivoluzione copernicana.
ogni tanto tornano flash della mia vita precedente che sembra lontana anni luce e vengono su ricordi che mi ricordano alcuni perchè che spesso fatico a mettere a fuoco. e penso sia normale, ma fa strano. non uno strano brutto, uno strano sconosciuto, nuovo. un giorno troverò le parole per dirlo, per descrivere la misura in cui la mia vita mi assomiglia, ancora.
oggi che dormo poco mi ricordo improvvisamente che di fatto ho sempre dormito poco, per ragioni meno importanti, e mi si disegna un sorriso sulla faccia pensando che la differenza è solo che prima quelle faccia bianca era solo più truccata e l'insonnia non aveva un sorriso così divertente e delle mani così morbide.
oggi che mi trovo a rubare serate romantiche alle nostre vite di corsa, accorgermi che il nodo allo stomaco dei suoi occhi che mi guardano mentre parla parole che non riesco mai a trovare noiose, restituisce senso a tutto.
settembre è finito e a me sembra che sia sempre comunque tutto ancora da cominciare.
ma vedo la cima, quindi stabbene.
aliz ha compiuto sei mesi e noi tre anni.
tre anni che nel vortice dei bilanci esistenziali sono stati una vera rivoluzione copernicana.
ogni tanto tornano flash della mia vita precedente che sembra lontana anni luce e vengono su ricordi che mi ricordano alcuni perchè che spesso fatico a mettere a fuoco. e penso sia normale, ma fa strano. non uno strano brutto, uno strano sconosciuto, nuovo. un giorno troverò le parole per dirlo, per descrivere la misura in cui la mia vita mi assomiglia, ancora.
oggi che dormo poco mi ricordo improvvisamente che di fatto ho sempre dormito poco, per ragioni meno importanti, e mi si disegna un sorriso sulla faccia pensando che la differenza è solo che prima quelle faccia bianca era solo più truccata e l'insonnia non aveva un sorriso così divertente e delle mani così morbide.
oggi che mi trovo a rubare serate romantiche alle nostre vite di corsa, accorgermi che il nodo allo stomaco dei suoi occhi che mi guardano mentre parla parole che non riesco mai a trovare noiose, restituisce senso a tutto.
settembre è finito e a me sembra che sia sempre comunque tutto ancora da cominciare.
venerdì 25 settembre 2015
voce del verbo papà
ed ecco che all'improvviso, un pomeriggio qualunque sento un tenerissimo "papà" provenire dalla stanza in cui padre e figlia armeggiano tra pannolini e vestitini.
e il cuore fa splash.
e il cuore fa splash.
giovedì 17 settembre 2015
towanda
quattordici mesi e dodici giorni dopo mi ritrovo in auto a cantare a squarcia gola canzoni a caso gracchiate da un cd mezzo rotto, lasciato a prender polvere mesi fa, ma che continua a piacermi tantissimo ogni volta che sono in auto e me ne ricordo.
sto andando a cassino per la prima volta da sola dalla gravidanza in poi e mi lascio tranquillizzare senza troppe resistenze dalla foto inviata da mia sorella della pupa sorridente e serena iperviziata e coccolata tra giochi nuovi e abbronzatissime tate ad hoc.
la stanchezza che mi si è appiccicata addosso da quando è iniziato settembre non è venuta a lavoro e il grillo che si è impossessato di me ripetendomi ogni secondo gli impegni del secondo successivo o è morto o è rimasto nel portabagagli, ma di fatto non si fa sentire.
c'è il sole, la musica, l'autostrada e io carica come fossi towanda.
quattordici mesi e dodici giorni dopo, bentornata.
perchè ad un certo punto, devi pur tornare e farlo da towanda, per lo meno, è più divertente.
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