venerdì 30 luglio 2010

valorizzando-me

non è semplice farsi dare la buonanotte dalla convinzione di non aver sprecato un giorno di più. non è semplice riempire di leggerezza ogni cosa per farla sentire a suo agio nel disagio ingombrante di giorni pesanti. non è semplice scegliere ogni giorno a cosa rinunciare, come non lo è essere la rinuncia di qualcuno che ha scelto per te. non è semplice dare un senso a tutto quello che senso non ha. non è semplice, ma mi piace pensare che per ogni cosa che mi sfiora io ne abbia fatto semplicemente il meglio che c'è.
non è semplice, perchè il difficile è semplificare. ma mi piace così, semplicemente difficile.


rendere una vita normale una questione letteraria

una vita è solo una vita,
renderla una grande storia è un'arte.
usare l'arte per raccontarsi serve a darsi un senso
dal momento che una vita senza senso non ha senso.


solo a volte, ma pesa.

oggi ho l'applicazione "parole a disposizione" in impasse; ho il cervello balbuziente ed il vocabolario emotivo traduce tutte le lingue tranne la mia. c'è qualcosa di poco deontologico ad usare la prorpia sorella per dire quello che si vuole dire? esiste una specie di conflitto di interessi dell'espressività? è che io ho davanti questa immagine e dice esattamente quello che ho in testa.
oggi mi sento così:


illustrazione di: ilariagrimaldi

giovedì 29 luglio 2010

dispenser di leggeress

come i dispenser di gomme rotonde, è così che sono certe serate. infili la monetina e non puoi sapere quale esca: alla fragola, all'arancia oppure quella blu. non puoi saperlo. è in questo il gusto, nel fare una cosa semplice assolutamente inutile, ma con tutta la spotaneità di quando avevi cinque anni. così infili la tua bella monetina, giri chissà perchè sempre faticosamente la rotellina ed aspetti la gomma del sapore che preferisci. eppure, mentre aspetti che cada, arriva la consapevolezza che non è importante quale pallina esca. quella che cade è straordinariamente perfetta. la perfezione è in quel minuto di leggerezza che dispensa il dispenser. è per quello che li fanno quegli aggeggi lì. per dispensare sospensione al prezzo di una monetina. ed accade così, certe serate, che ti ritrovi senza il minimo impegno con la gomma perfetta, che ti ritrovi le mani e la testa piene di quella leggerezza, che solo la notte d'estate sa regalare. la notte, le parole, le risate e qualcuno che spontaneamente e magicamente ti si addice.

mercoledì 28 luglio 2010

piezz 'e core





se qualcosa nella mia bimba non funziona, io mi sento inutile.
se qualcosa nella mia bimba non va, io mi spavento.
la mia bimba si sta facendo più grande di me ed io non so gestirlo tutto questo.
divento fragile.