ed io non lo sono nemmeno, intellettuale. ma stupida si.
mercoledì 28 settembre 2011
stupidità intellettuale
e fare a cazzotti con la propria onestà intellettuale è stupido come solo un intellettuale sa esserlo.
pensieri a tempo determinato.
camminando negli ultimi tre mesi degli ultimi tre anni con l'angoscia che solo chi ha lavorato tre anni sapendo di arrivare a questi ultimi tre mesi, può capire. pensieri costretti alla flessibilità. vite a distanza, futuri improbabili e presenti impossibili. stanchezza e prove di pazienza. dipingendoci personalità flessibili ci armiamo della voglia di averlo un futuro, ovunque ci diano la possibilità di immaginarne uno. la voglia di stabilità è amaramente incompatibile con l'intolleranza alla normalità. ironicamente trovarsi a desiderare quello che si sa con certezza che non si saprebbe mantenere. pensieri a tempo determinato.
e già non sono più d'accordo con me.
e già non sono più d'accordo con me.
martedì 27 settembre 2011
Parole a profusione
stasera volevo scrivere qualcosa di bello, regalare pensieri importanti a parole leggere.
eppure stasera non riesco a scrivere nulla, nonostante la voglia.
è che quando una conversazione mi fa venire voglia di scrivere sono sempre sicura che sia stata una bella conversazione, quella tenuta in un'ancora sconosciuta zona neutra dove, con naturalezza ed ironia, impareremo a camminare con nuovi andamenti. per il momento danziamo. così, da lontano. serenamente.
perché lo è, una bella conversazione, quella nella quale ti trovi a ballare con le parole dell'altro una danza conosciuta. ognuno senza muoversi. ognuno senza calpestarsi i piedi.
eppure stasera non riesco a scrivere nulla, nonostante la voglia.
eppure stasera non riesco a scrivere nulla, nonostante la voglia.
è che quando una conversazione mi fa venire voglia di scrivere sono sempre sicura che sia stata una bella conversazione, quella tenuta in un'ancora sconosciuta zona neutra dove, con naturalezza ed ironia, impareremo a camminare con nuovi andamenti. per il momento danziamo. così, da lontano. serenamente.
perché lo è, una bella conversazione, quella nella quale ti trovi a ballare con le parole dell'altro una danza conosciuta. ognuno senza muoversi. ognuno senza calpestarsi i piedi.
eppure stasera non riesco a scrivere nulla, nonostante la voglia.
giovedì 22 settembre 2011
Tesi (antitesi e sintesi)
Quando comincia la notte, nel mio appartamento si accendono tutte le luci. Caffè, sigarette e musica a farmi compagnia. Dal cellulare arrivano rinforzi e qualche buonanotte. e nella mia testa cercano di farsi ordine le idee per ricominciare a scrivere. La stanchezza del giorno è tutta tra il collo e la schiena, il sonno aspetta il suo turno, gli occhi bruciano e la fronte pesa. È che quella piccola opera deve essere scritta in qualche modo e la forza arriva inspiegabilmente dalle parole che mio malgrado compaiono sul foglio.
Quando comincia la notte, nel mio appartamento, arriva il momento del nostro momento. Così io mi prendo cura di lei e lei ricambia promettendomi di averlo, un giorno, un senso.
polisemie
gli eschimesi hanno nel loro vocabolario quasi quaranta modi per dire neve, perchè per loro la neve è importante.
da noi la neve si chiama solo neve.
per noi la neve non è così importante come per gli eschimesi.
vorrei conoscere tutti i quaranta modi per dire neve, così avrei quaranta punti di vista nuovi per guardare qualcosa che ora per me ha solo una dimensione, quella che conosco.
sono giorni che ho tante parole per la testa e cose importanti nella vita e mi piacerebbe trovare tanti
nomi quanti punti di vista ci sono per guardarle.
da noi la neve si chiama solo neve.
per noi la neve non è così importante come per gli eschimesi.
vorrei conoscere tutti i quaranta modi per dire neve, così avrei quaranta punti di vista nuovi per guardare qualcosa che ora per me ha solo una dimensione, quella che conosco.
sono giorni che ho tante parole per la testa e cose importanti nella vita e mi piacerebbe trovare tanti
nomi quanti punti di vista ci sono per guardarle.
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