lunedì 25 giugno 2012
Nessun luogo è lontano
E il futuro del mio passato fa progetti Che parlano un'altra lingua.
Sono quei momenti in cui il mondo ti dice che è la vita e tu lo sai che è così ma non è che questo renda la cosa più sopportabile. Perché se lontano non è mai abbastanza lontano fa male esattamente come tutte le volte che persone della tua vita prendono l'aereo per tornare nel loro presente che non ha l'odore della tua quotidianità.
Anche se non sono i kilometri a fare la distanza, vicino è un'altra cosa.
E ci si sente inspiegabilmente sempre un po' più soli.
mercoledì 20 giugno 2012
mettendo in un baule i vestiti da principessa.
altalene logoranti.
non la so fare questa cosa qui, di essere io quella stabile.
non la so fare questa cosa di essere io quella ragionevole.
io non sono stabile e non sono ragionevole.
eppure vorrei riuscirci a sostenterla, questa cosa qui, di qualunque cosa si tratti.
questa cosa che sembra la versione difficile di una cosa facile.
maledetto film muto.
non la so fare questa cosa qui, di essere io quella stabile.
non la so fare questa cosa di essere io quella ragionevole.
io non sono stabile e non sono ragionevole.
eppure vorrei riuscirci a sostenterla, questa cosa qui, di qualunque cosa si tratti.
questa cosa che sembra la versione difficile di una cosa facile.
maledetto film muto.
martedì 5 giugno 2012
venerdì 25 maggio 2012
tacitamente
ci sono certe cose che non hanno le parole.
quelle cose che non si fanno dire perchè perfino pensarle è difficile.
eppure sono facili in modo disarmante.
la mia mente è tacitamente avvinta da un periodo senza altre parole.
ogni cosa ha il suo tempo e questo tempo ha bisogno di tempo per essere raccontato.
un giorno, forse.
quelle cose che non si fanno dire perchè perfino pensarle è difficile.
eppure sono facili in modo disarmante.
la mia mente è tacitamente avvinta da un periodo senza altre parole.
ogni cosa ha il suo tempo e questo tempo ha bisogno di tempo per essere raccontato.
un giorno, forse.
venerdì 11 maggio 2012
ho incontrato il nulla ed aveva una faccia conosciuta
io sono ostinata - è indubitabile - ed ostinarsi contro l'evidenza a ricavare qualcosa dal nulla è il mio diletto. ragion per cui mi trovo avvinta in vuote conversazioni che solo post hoc e con sforzi di lucidità mi accorgo di aver riempito da sola. è che io, ostinatamente, cerco il magico nei dintorni e soprattutto nelle persone che ho intorno. è una questione di ostinazione, indubbiamente, giacchè è una ricerca paragonabile al santo graal, all'ago nel pagliaio, all'etero tra gli uomini che capiscono le donne. ma è anche una questione di grande fede, che - diciamolo - per un'agnostica come la sottoscritta ha il vantaggio trasversale di diventare un riempitivo di vuoti emozionali. credere che in chiunque ci sia qualcosa di più ed occasionalmente perfino di magico, che aspetta solo di essere tirato fuori è roba mistica e finisce per acquisire un effetto lisergico: si comincia a vedere profondo anche quando indiscutibilmente non c'è e si comincia a vedere bello anche quello che bello non è. qualcosa dove c'è solo il nulla. che dire, nient'altro che l'ennesima missione all'annovero delle mie ossessioni.
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