sabato 2 febbraio 2013

Proust sindrome

  Polvere. Tutto immobile. Il giornale di quel 16 novembre, la scorta di siringhe da insulina e quella di caramelle golia. Le bic nel "tiretto" e tutte quelle cose con la faccia di abitudine.  Gioco triste e perverso di inseguire i ricordi come una caccia al tesoro. Piccole conosciutissime sicurezze del suo quotidiano, che era anche il nostro.
Le "mappine" al loro posto.
Gli elastici al loro posto.
Le giarre al loro posto.
la lente di ingrandimento al suo posto. 
Ogni cosa è al suo posto. Ricordi. 
Polvere e vetri rotti a disturbare l'azione imbalsamatrice del tempo. 
Era ieri. 
È ieri oggi. 
Ma non ci sarebbe stata mai tanta polvere e tanto silenzio, se lo fosse davvero, ieri. 
La nostalgia si fa nodo d'acqua che sale agli occhi.
e ci si sente minuscoli da grandi nella casa della nonna, senza lei dentro.

giovedì 31 gennaio 2013

martedì 15 gennaio 2013

romantic mood

una giornata lunga che finalmente finisce.
il respiro nell'abbraccio che svuota la testa dai pensieri diurni.
le risate.
una radio che suona una canzone d'altri tempi
e un lento accennato tra la cucina nuova e il tavolo vecchio.

il sapore di buono.

domenica 13 gennaio 2013

provare per credere.

credo fermamente nelle cose sincere.
credo fermamente nelle basi solide.
credo fermamente nelle reti resistenti.
credo indiscutibilmente che serva cura nelle cose importanti e che l'unica soluzione - sempre, comunque e dovunque - sia parlare. ma non un parlare qualunque, quanto piuttosto quel parlare vero, di stomaco, di testa e di cuore che con pochi puoi concederti, ma che è l'unica cosa per cui sia necessaria pazienza e attenzione.
credo fermamente che le cose non siano mai semplici per loro propria natura. niente che valga la pena è intrinsecamente lineare. le cose possono essere spontanee, ma non semplici. e quindi credo che semplificare sia difficile altrettanto quando sia assolutamente fondamentale provare a farlo.
credo che, in generale, sia tutto sufficientemente difficile, quel tanto da farti sentire certe volte le sabbie mobili alle caviglie e credo che questa sia una motivazione di per sè valida per volere volare quando e come si può.
credo che le cose belle diventino tali con lo sguardo bello, che non ha a che fare con gli occhi, ma con la voglia di un abbraccio ai pensieri e varie carezze all'anima.

martedì 8 gennaio 2013

senZazioni

ci sono ancora scatoloni per casa mentre arriva lei, quella sensazione lì, che io sapevo che sarebbe arrivata, ad un certo punto.
dai cartoni escono oggetti non miei, che hanno dietro e dentro una storia non mia, che hanno abitato case in cui non c'ero e che hanno un passato in cui non esistevo.
ci sono valigie che non riconosco, vestiti nell'armadio che non avevo mai visto prima.
e penso a loro che guardano la mia invadente occupazione degli spazi con la stessa perplessità di uno straniero in terra straniera.
era prevedibile che sarebbe arrivata, ad un certo punto,  quella sensazione che non potevo conoscere, ma che sapevo sarebbe arrivata.
io sono una piena di cose. perchè in ognuna c'è un po' di storia e a me, la storia piace portarmela dietro. ho cambiato quattro case fino ad ora e in ognuna ho sempre portato tutta la testuggine dietro. perchè mi piace sentirmi a casa in qualunque casa abiti. e ho sempre riconosciuto nei miei oggetti i miei tempi e i miei modi. perchè i miei spazi materiali, da quando abito sola, sono sempre stati la versione esternalizzata del mio spazio interiore. e ora nella casa che è la più casa di tutte, le mie cose familiari, testimoni privilegiate degli ultimi quattro anni della mia vita scomposta, cercano compostamente posto ed equilibrio con nuove convivenze. loro, abituate alla mia indipendenza, alla mia solitudine, alla mia selettiva socialità, mi vedono ora resettare autonomie a garanzia di quel "qualcosa" che ci ha trascinato incoscienti e sicure dentro questa grande e grossa nuova cosa della casa e delle cose che velocissimamente diventano tante e imprevedibilmente condivise.
e mentre da una parte una cucina rossa giura che i miei sogni possono facilmente parlare plurale e dall'altra un sogno che spero mi riguardi accompagna un sonno in attesa del mio arrivo, è nell'unica stanza ancora in costruzione che io mantengo la continuità col mio consueto insonne pensiero in esubero.