da qualche giorno è l'anno nuovo. e di novità quest'anno ne porterà numerose.
tutto sommato, si è presentato bene questo duemilaquindici.
è iniziato con una nascita - oltre la ricorrenza della mia, ovviamente - e questa è una cosa bella che gli fa onore. il figlio di un'amica ha deciso di anticiparsi per fare anche lui il veglione come decisi io trentaquattro anni fa. e così l'altra compagna di panza della mia gravidanza ora è mamma per davvero. l'abbiamo atteso tanto jacopo che vederlo ieri microscopico e reale è stato qualcosa di particolare: "e quindi così sei fatto!" il primo inevitabile pensiero.
il secondo, oltre la rassicurante constatazione che la mamma non era poi così sconvolta come immagino un post parto, "quanto sono belli così attaccati!" vedendola presa dai primi tentativi di allattamento. il terzo, senza appello, "tra poco tocca a noi, alice".
tutti gli altri a ruota hanno seguito come un vortice impazzito.
e la visita in ospedale deve averci turbato. perché ieri alice zoe era irrequieta e io insofferente.
siamo state tutto il resto del giorno e la notte tese, lei a mettersi nelle posizioni più scomode di sempre e io a non tollerare i dolori dei suoi incastri infelici.
ma poi è arrivato il giorno dopo, il nostro amore con il cappuccino e siamo tornate come nuove ad aspettare le novità che ci aspettano in questo duemilaquindici.
a tutti l'augurio di trovare il proprio pensiero felice tra le novità di questo nuovo anno.
domenica 4 gennaio 2015
sabato 27 dicembre 2014
sotto l'albero
sotto l'albero del natale 2014 tra regali e pacchetti si sono imposte al centro dell'attenzione la mia panza e il matrimonio dell'amichetta. cose da grandi, insomma, capitate tra una scelta e un normale processo di cambiamento che fa succedere le cose ad un certo punto della vita, senza consultarti troppo, dicendoti che, pronto o non pronto che tu sia, ti dona una bella svolta.
e ci si adatta tanto naturalmente a certe rivoluzioni copernicane, che mi sorprende sempre quando succede che ti accorgi che può non sconvolgerti oltremodo una cosa che per anni sembrava sempre più adatta a qualcun altro piuttosto che a te. finisce che le tue scelte, più o meno consapevoli che siano, ti si addicano con appropriatezza e ti facciano sentire abbastanza comoda, che sia con un anello al dito o con una bimba nella panza.
e ci si adatta tanto naturalmente a certe rivoluzioni copernicane, che mi sorprende sempre quando succede che ti accorgi che può non sconvolgerti oltremodo una cosa che per anni sembrava sempre più adatta a qualcun altro piuttosto che a te. finisce che le tue scelte, più o meno consapevoli che siano, ti si addicano con appropriatezza e ti facciano sentire abbastanza comoda, che sia con un anello al dito o con una bimba nella panza.
mercoledì 10 dicembre 2014
supercalifragilistichespiralidoso.
ci sono delle sensazioni che le parole non possono coprire.
credo che sia perché per le belle sensazioni non ne hanno inventate abbastanza da star dietro ai battiti del cuore che accelera per l'emozione.
se sei triste rallenta, hai il tempo di trovare la parola giusta.
se sei felice inspiegabilmente accelera e il respiro affannato non raggiunge il pensiero.
le cose belle fanno venire voglia di tornare alla comunicazione primordiale, quella tutta corporeità. resta un sorriso immenso e l'idea che le cose belle hanno un modo stupendo di toccarti dentro.
i viaggi che cominciano con questa sensazione di bellità, non possono che essere dei percorsi magici.
credo che sia perché per le belle sensazioni non ne hanno inventate abbastanza da star dietro ai battiti del cuore che accelera per l'emozione.
se sei triste rallenta, hai il tempo di trovare la parola giusta.
se sei felice inspiegabilmente accelera e il respiro affannato non raggiunge il pensiero.
le cose belle fanno venire voglia di tornare alla comunicazione primordiale, quella tutta corporeità. resta un sorriso immenso e l'idea che le cose belle hanno un modo stupendo di toccarti dentro.
i viaggi che cominciano con questa sensazione di bellità, non possono che essere dei percorsi magici.
mercoledì 19 novembre 2014
effetto panza
da quando la panza è in bella mostra al centro del mio corpo,
sono molto avvinta dalle reazioni delle persone alla sua visione.
qualunque tipo di persona, conosciuti o sconosciuti, sono ipnoticamente catalizzati da quel mappamondo che porto in giro e non riescono a non interagire in qualche modo con la mia protuberanza.
non l'ho ancora approfondita scientificamente questa cosa qui, ma deve esserci una spiegazione evoluzionistica che fa scattare un sorriso immenso ed una voglia di partecipazione nelle persone più impensabili.
la fenomenologia del rendez vous è un'iniziale illuminazione del volto, che tradisce una partecipazione che non si può occultare. così, la persona di turno è costretta a sgamare la sua reazione con domande sul sesso sul nome e sui mesi. puntualmente, arrivano felicitazioni auguri e attenzioni di ogni sorta. avvincente.
avvincente soprattutto quando riscopro intenerirsi omoni burberi con cui nemmeno ho scambiato due parole per anni di fugaci incontri nei corridoi dell'ateneo: improvvisamente, cominciano a dispensare il loro contributo di benessere al mio stato. le reazioni più divertenti sono quelle delle donne, soprattutto già madri, che mi intercettano con un "brava!", che ha tanto il sapore dell'orgoglio di genere, quasi che il tuo sia un affronto al sistema più che un processo naturale di riproduzione.
sarà la mia piccola statura ad esasperare la contraddizione: un contenitore così piccolo per una cosa così grande ha del tenero, me ne rendo conto, ma lo stato interessante ha dell'interessante per la società che forse si sente un po' salvata dall'audacia di chi, ad oggi, azzarda la follia di mettere al mondo una creatura, suo malgrado ignara del tipo di accoglienza che gli è riservata. allora forse, la speranza che c'è ancora qualche idealista che ci crede che non sia tutto così orrendo da non volerlo condividere con qualche postero, scatena nell'inconscio delle persone un barlume di sopravvivenza.
come se con quelle attenzioni si contribuisse più alla salvaguardia della specie che non alla buona giornata della gravida di turno.
sono molto avvinta dalle reazioni delle persone alla sua visione.
qualunque tipo di persona, conosciuti o sconosciuti, sono ipnoticamente catalizzati da quel mappamondo che porto in giro e non riescono a non interagire in qualche modo con la mia protuberanza.
non l'ho ancora approfondita scientificamente questa cosa qui, ma deve esserci una spiegazione evoluzionistica che fa scattare un sorriso immenso ed una voglia di partecipazione nelle persone più impensabili.
la fenomenologia del rendez vous è un'iniziale illuminazione del volto, che tradisce una partecipazione che non si può occultare. così, la persona di turno è costretta a sgamare la sua reazione con domande sul sesso sul nome e sui mesi. puntualmente, arrivano felicitazioni auguri e attenzioni di ogni sorta. avvincente.
avvincente soprattutto quando riscopro intenerirsi omoni burberi con cui nemmeno ho scambiato due parole per anni di fugaci incontri nei corridoi dell'ateneo: improvvisamente, cominciano a dispensare il loro contributo di benessere al mio stato. le reazioni più divertenti sono quelle delle donne, soprattutto già madri, che mi intercettano con un "brava!", che ha tanto il sapore dell'orgoglio di genere, quasi che il tuo sia un affronto al sistema più che un processo naturale di riproduzione.
sarà la mia piccola statura ad esasperare la contraddizione: un contenitore così piccolo per una cosa così grande ha del tenero, me ne rendo conto, ma lo stato interessante ha dell'interessante per la società che forse si sente un po' salvata dall'audacia di chi, ad oggi, azzarda la follia di mettere al mondo una creatura, suo malgrado ignara del tipo di accoglienza che gli è riservata. allora forse, la speranza che c'è ancora qualche idealista che ci crede che non sia tutto così orrendo da non volerlo condividere con qualche postero, scatena nell'inconscio delle persone un barlume di sopravvivenza.
come se con quelle attenzioni si contribuisse più alla salvaguardia della specie che non alla buona giornata della gravida di turno.
venerdì 14 novembre 2014
cercando un modo nostro
"sarà difficile diventar grande prima che lo diventi anche tu"
si diventa infinitamente piccoli a diventar genitori.
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