sabato 21 febbraio 2015

Feisbuck

Ho un serio problema con i miei coetanei. O meglio ho un serio problema con il modo con cui molti dei miei coetanei utilizzano Facebook.
La quaestio è il dilagare di deprimenti status sulla mia home di over trentenni che, per quanto acculturati siano, usano e abusano del social come fosse il loro diarietto privato, ancor peggio se gestito come sfogatoio di frustrazioni palesi anche se non dettagliate, per una distorta  e fittizia forma di discrezione. Una specie di vedo non vedo, dico non dico, con cui si lanciano status schizofrenicamente mirati e vaghi perché qualcuno colga il profondo  messaggio in bottiglia affidato alla rete.
Il risultato che credo e forse spero non riescano a percepire è la diffusione di una impietosa immagine di adolescenti attempati, incontinenti emotivi e spudorati ostentatori di travagli esistenziali che non donano affatto a chi ormai i trenta li ha superati da qualche anno.
Non dico che non debbano vivere intensamente le loro strabordanti sensibilità, tanto di cappello allo sturm und drang senza età, ma farlo nel privato delle loro vite e non sulla pagina pubblica tra una pubblicità di assorbenti, la notizia di un attentato e le foto dell'ultimo concerto, sarebbe più dignitoso.
Si è completamente deformato il senso della condivisione dell'intimità e la vita personale, lasciata alla mercè di un paio di ilike e di qualche commento accondiscendente, diventa un palcoscenico mal gestito di fragili identità.

mercoledì 4 febbraio 2015

corso preparto on my mind.

il corso preparto lo si fa troppo tardi, si sappia.
passi i primi sette mesi a sentirti la versione edulcorata dr jekyll e mr hyde, spettatrice di cose che accadono al tuo corpo che non hai il minimo modo di spiegarti - soprattutto se sei primipara - per poi arrivare alla fine del percorso per sentirti dire tutto quello che avresti sempre voluto sapere.
e per le stessi ragioni, dovrebbe essere obbligatorio che lo facciano anche i papà (o comunque le partner), così che possano capire un po' quello che accade realmente alle compagne trasformate fisicamente e mentalmente in portatrici sane di pancia e sbalzi umorali.
al bando internet e i racconti raccontati di gravidanze aliene e accadimenti apocalittici, che non mancano mai nell'interazione con una gravida, per una sorta di sadomasochismo puerperale che prende sia chi incontra una panciona che la panciona stessa. da una parte ci siamo noi, più o meno giovani gravide 2.0 che rubiamo segretamente o spudoratamente opinioni e consigli su improbabili forum femminili e bazzichiamo con disinvoltura siti ad hoc, per lo più dispensatori di spiegazioni parziali ed inaffidabili. Dall'altro lato ci sono loro, gli incontri occasionali, le persone che muoiono dalla voglia di condividere racconti su cose accadute a sé o a conoscenti, puntualmente e inspiegabilmente venati da un'area drammatica o eroica a margine, della quale non riesco ancora a farmi capace. per non dimenticare poi le opinioni delle amiche già mamme o gravide a loro volta, che hanno dalla loro l'esperienza in diretta o l'opinione del proprio medico curante, che immancabilmente sarà diversa da quella del tuo.
sfido qualunque panciona a non incorrere in uno di questi flussi informativi nei primi sette mesi e a non farsi prendere dalla sindrome di babele, in cui qualunque sintomo o problema diventa tutto e il contrario di tutto.
e poi arriva lui, il corso preparto e loro, le ostetriche, questi personaggi angelici e supereroici, ai miei occhi, depositarie dell'unico sapere che in questo momento mi interessa: cosa cavolo succede qua dentro!
riunirsi attorno ad una ostetrica che ha risposte vere a domande improbabili, non rankizzate da google o da vissuti personalissimi, restituisce un senso di tranquillità che è raro da trovare nella panacea di accadimenti che accadono nella mente di una gravida e del suo compagno.
inutile dirsi, che per me la presenza del papà non è un optional e che trovo assolutamente anacronistico che che nei corsi preparto della asl non siano previsti e ancora più triste il baluardo di autonomia dietro cui si nascono molte donne che escludono i compagni come se il fatto non li riguardasse altrettanto. sono invece bellini loro, inizialmente ospiti impacciati, che lentamente prendono a partecipare, anche quelli meno disinvolti,  imparano la respirazione seduti maldestramente sul materassino e diventano i più attenti uditori del verbo ostetrico, riconosciuti finalmente come parte integrate della quaestio, che fanno domande su cose che nemmeno le compagne si erano rese conto avessero notato.
e non lo so se realmente al momento opportuno, quando dalla visualizzazione si passerà ai fatti, se riuscirò a volere abbastanza bene al mio perineo o far vincere il diaframma respirando, così come non so se me ne fregherà qualcosa di sapere perché sia meglio stare in piedi o non avere la partoanalgesia, ma so che al momento attuale, affrontare questi ultimi due mesi con l'appuntamento settimanale del corso preparto è decisamente una gran bella cosa.



domenica 4 gennaio 2015

anno nuovo vite nuove

da qualche giorno è l'anno nuovo. e di novità quest'anno ne porterà numerose.
tutto sommato, si è presentato bene questo duemilaquindici.
è iniziato con una nascita - oltre la ricorrenza della mia, ovviamente - e questa è una cosa bella che gli fa onore. il figlio di un'amica ha deciso di anticiparsi per fare anche lui il veglione come decisi io trentaquattro anni fa. e così l'altra compagna di panza della mia gravidanza ora è mamma per davvero. l'abbiamo atteso tanto jacopo che vederlo ieri microscopico e reale è stato qualcosa di particolare: "e quindi così sei fatto!" il primo inevitabile pensiero.
il secondo, oltre la rassicurante constatazione che la mamma non era poi così sconvolta come immagino un post parto, "quanto sono belli così attaccati!" vedendola presa dai primi tentativi di allattamento. il terzo, senza appello, "tra poco tocca a noi, alice".
tutti gli altri a ruota hanno seguito come un vortice impazzito.
e la visita in ospedale deve averci turbato. perché ieri alice zoe  era irrequieta e io insofferente.
siamo state tutto il resto del giorno e la notte tese, lei a mettersi nelle posizioni più scomode di sempre e io a non tollerare i dolori dei suoi incastri infelici.
ma poi è arrivato il giorno dopo, il nostro amore con il cappuccino e siamo tornate come nuove ad aspettare le novità che ci aspettano in questo duemilaquindici.

a tutti l'augurio di trovare il proprio pensiero felice tra le novità di questo nuovo anno.


sabato 27 dicembre 2014

sotto l'albero

sotto l'albero del natale 2014 tra regali e pacchetti si sono imposte al centro dell'attenzione la mia panza e il matrimonio dell'amichetta. cose da grandi, insomma, capitate tra una scelta e un normale processo di cambiamento che fa succedere le cose ad un certo punto della vita, senza consultarti troppo, dicendoti che, pronto o non pronto che tu sia, ti dona una bella svolta.
e ci si adatta tanto naturalmente a certe rivoluzioni copernicane, che mi sorprende sempre quando succede che ti accorgi che può non sconvolgerti oltremodo una cosa che per anni sembrava sempre più adatta a qualcun altro piuttosto che a te. finisce che le tue scelte, più o meno consapevoli che siano, ti si addicano con appropriatezza e ti facciano sentire abbastanza comoda, che sia con un anello al dito o con una bimba nella panza.

mercoledì 10 dicembre 2014

supercalifragilistichespiralidoso.

ci sono delle sensazioni che le parole non possono coprire.
credo che sia perché per le belle sensazioni non ne hanno inventate abbastanza da star dietro ai battiti del cuore che accelera per l'emozione.
se sei triste rallenta, hai il tempo di trovare la parola giusta.
se sei felice inspiegabilmente accelera e il respiro affannato non raggiunge il pensiero.
le cose belle fanno venire voglia di tornare alla comunicazione primordiale, quella tutta corporeità. resta un sorriso immenso e l'idea che le cose belle hanno un modo stupendo di toccarti dentro.
i viaggi che cominciano con questa sensazione di bellità, non possono che essere dei percorsi magici.