sabato 1 maggio 2010

AAA. principio di realtà cercasi.

nella prima mezz'ora che passo nel letto sveglia si decide il vestito per il mio umore diurno. prendo definitive soluzioni per la mia quotidiana tortura. ogni giorno sono nuovamente definitive. lo faccio ogni mattina. ed ogni mattina sono diverse.
tutto cambi purchè nulla cambi!
ho incrinato la credibilità con me stessa, ma trascende ogni mio controllo. non sono più triste. sono diversamente felice. ovvero ho uno stato emotivo che -a tratti- può raggiungere anche picchi molto alti, per quanto rimane vincolato alla ponderazione con quel rumore di fondo. ogni giorno è un giorno di troppo. lo sento proprio il peso. come quando cammini a lungo con uno zaino pesante sulle spalle. te ne accorgi sulla lunga distanza. so che accadrà damblè che deciderò di lasciare lo zaino da qualche parte. anzi non lo deciderò. lo poserò e basta. oggi finalmente ho molta voglia di desiderarlo. ogni giorno in più che vivo in questo assurdo monadico limbo, mi convinco che al nulla rispondere con tutto è un gioco al massacro. ogni minuto che passa si rovina qualcosa in più. diventa tutto un po' più sporco. credo sia questa la fine, quando le cose le strazi e le deformi fino a slabbrarle irrimediabilmente.
quello che potevo fare ho fatto. anche deformarmi in un'attesa che non mi rispecchia.
è arrivato il tempo di dare un'occasione agli edelweiss. principio di realtà, vieni a me!

4 commenti:

  1. posso non commentare il commento?
    sono in deparolamento = devalorizzazione del potere ermeneutico del verbo.
    trovo che parlare sia un pratica ampiamente sopravvalutata.
    ;-)

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  2. la vedenza dopo la mancheria. :)

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