lunedì 13 dicembre 2010

outlier

ieri notte a margine di schizzofrenici deliri, sono stata testimone del parto di una mente indiscutibilmente addestrata ai numeri che ha imporvvisato un dettagliato progetto meccanicistico di felicità, con l'esplicito intento di far dormire le persone. ho attentamente seguito la riflessione sull'inconsistenza del caos nell'analisi deterministica della felicità funzionale. il dottor cinismo ha cercato di dimostrarmi con accurate ed affascinanti conferme statistiche e teorie stocastiche che tutto quello che va oltre i bisogni ancestrali è un pletorico quanto pericoloso arredo mentale costruito dalla fabbrica del romanticismo per rendere più imprevedibile il prevedibilissimo fluire degli eventi. al di là del ricorrere di certi toni in cui le mie piscoattitudini riconoscono il punto in cui l'iniezione di cinismo indotto è stata procurata da quelle cause che si cerca di eliminare dalle proprie griglie interpretative, devo ammettere che il discorso non faceva una piega. e se non fossi così testardamente attaccata alle mie psicotiche istanze da sturm und drang, mi verrebbe quasi voglia che esistesse un così organico progetto di felicità dove l'imprevedibile diventa definibile.
e ricorre di recente nelle mie interazioni col sesso opposto una costante che riconosco nella frase di freud: L'uomo moderno ha barattato un po' della sua felicità in cambio della sicurezza.

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