giovedì 28 aprile 2011

lezioni di piccole felicità

scoprire che quel lontano scompare nell'impazienza di un gesto semplice. gratificanti ed inaspettate arrivano le risposte giuste alle domande non verbalizzate. e la confusione aumenta, ma trascinandosi lui, il sorriso scemo che la felicità stampa sulle facce distratte. E l'incertezza non pesa più.
e ripenso a freud. alla domanda che da mesi mi ritorna in mente: quanta felicità barattiamo in cambio di sicurezza?

E penso anche che io le sicurezze non le ho mai volute,
mentre la felicità, io la felicità non mi stancherò mai di cercarla.

2 commenti:

  1. "certi pomeriggi di pioggia e la gente che aspetta che spiova sotto i portici e ci si conosce e si parla./ il giorno in cui fa abbastanza freddo da dover tirare fuori dall'armadio il primo maglione di lana e infilarlo mentre scarica corrente./ due che stavano per lasciarsi e poi non si lasciano più e si abbracciano a lungo,senza accorgersi che la gente si è fermata a guardarli./ restare in città ad agosto e andare nelle case degli amici ad innaffiare le piante./ gli sms dopo le undici di sera che dicono: "dove sei?",che significano molto di più di quello che dicono." -francesco piccolo-
    anche l'essere pensati da qualcuno secondo me rende un po' felici. certo,non da qualcuno a cui stai sulle scatole.
    P.

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  2. Belli quegli sms lì, potrebbero essere anche vuoti e ti riempirebbero lo stesso.
    E aggiungerei all'elenco, quando qualcuno ti cita belle parole. Le parole belle rendono un po' felici. Anche questa è ricerca. Ricerca di felicità.

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