eppure nel vortice di indifferenza in cui avevo cercato di far passare questa roba della seconda laurea ho perso di vista la parte più importante della tesi: i ringraziamenti. e non li riscriverò quissù perchè non avrebbe senso, però lo penso che è bello avere assecondatori si sogni che mi sopportano e supportano.
ed è bello che, faticando come pochi sanno bene quanto, autistiche soddisfazioni pettinino l'autostima e la voglia di non smettere, anche se appare decisamente insensato anacronistico infruttuoso e faticoso.
se ho scelto di fare una tesi sul benessere è perchè ne gira seriamente poco in circolazione e trovo questa una delle cose più tristi di sempre. e non è solo perchè c'è la crisi e ci sono i problemi, web o non web, il benessere che dico io passa proprio in mezzo ai problemi, ci sguazza dentro, li attraversa, li aggira e gli ride in faccia. il benessere che piace a me ha la forma del flusso ottimale di Csikszentmihalyi: è un impegno non un miracolo fortuito; una precisa voglia di ridere, nonostante tutto e alla faccia di tutto; un equilibrio flessibile che si trova solo appoggiandosi un po' qua e un po' là, spudoratamente squilibrati e impegnati nella più creativa delle attività che si possa chiedere ad essere umano: stare bene.
lotterai. l'otterrai. lo terrai. (cit)
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