il movimento è la sua cifra.
la città della movida è una instancabile animatrice di esistenze in cui tutto si muove in totale assenza di confusione. è un movimento ordinato, viscerale e contagioso che ti attraversa infischiandosene del tuo voler partecipare. partecipa lei di te, ti entra nelle vene. ti corteggia e ti seduce finchè non la respiri. è dai polmoni che poi ti penetra il cervello fino a che non riesci a non pensare ossessivamente che è lei la risposta. è la risposta alla domanda che non riesci a formulare. è la risposta alla domanda che non sai in che lingua pronunciare. ed è così che accade qui. ti ritrovi a muoverti incontrandoti imprevedibilmente in ogni angolo di azione, senza direzione, ma instancabilmente agendo e imprevedibilmente capendo. anche di non capire.
martedì 15 marzo 2011
domenica 13 marzo 2011
yo soy. aunque no.
come si spiega il caos?
e come si spiega il caos quando è il travestimento mal riuscito del caso che ti fa l'occhiolino? come lo spieghi al caso che il caos detto in lingue diverse è ancora più complicato? quando sei lontano da tutto alla ricerca di te, trovi talmente tanti te da non ricoscerti più da nessuna parte ed essere inspiegabilmente in ogni possibilità.
e non c'è mai un google translate che riesca a darti la traduzione perfetta dei tuoi pensieri alterati.
e come si spiega il caos quando è il travestimento mal riuscito del caso che ti fa l'occhiolino? come lo spieghi al caso che il caos detto in lingue diverse è ancora più complicato? quando sei lontano da tutto alla ricerca di te, trovi talmente tanti te da non ricoscerti più da nessuna parte ed essere inspiegabilmente in ogni possibilità.
e non c'è mai un google translate che riesca a darti la traduzione perfetta dei tuoi pensieri alterati.
venerdì 11 marzo 2011
habìa una vez

ogni storia ha un inizio, perchè è così che funzionano le storie. loro cominciano e nessuno sa mai cosa c'era prima di quel momento.
la mia potrei farla cominciare da qui, dalla poltrona con vista Callao di uno starbucks madrileño.
così nessuno si chiederà mai cosa ci sia stato prima di quell'inizio e nessuno mi chiederà mai di raccontare l'antefatto di una storia con un incipit così inequivocabilmente foriero di intrecci interessanti.
perchè una vetrata che affaccia sulla vita è una posizione privilegiata per guardare le cose. una vetrata che affaccia sulla vita, con un cappuccino e un wifi a disposizione, è tutto quello che un inzio perfetto dovrebbe avere e sarebbe stato decisamente insensato voltarsi indietro, distogliendo lo sguardo da quelle strade più intense di qualunque dove.
lunedì 7 marzo 2011
le valigie e la testa piene di cianfrusaglie
e pago volentieri il sovrapprezzo per le tante ed inaspettate parole di ognuna delle mie persone importanti. quelle tante leggere parole che mi risuonano nella mente, in questa notte ancora molto lunga, in questa notte di vigilia che a farmi compagnia restano svegli solo quei pensieri consueti a cui non ho comprato il biglietto.
venerdì 4 marzo 2011
Infinitamente piccola
Vorrei che traslocassero anche me da me. Cambiare abitudini, cambiare casa, cambiare paese quanti cambiamenti e quanti chilometri devo mettere tra me e la mia vita per uscire da un'idea che non abita più qui?
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