perchè per quanto uno vuole essere ogni giorno la versione potenziata dell'incrocio perverso tra polliana e wonder woman, diciamocelo, i giorni di merda arrivano. quelli in cui magari non è che sia successo qualcosa di particolarmente grave, ma semplicemente le spalle non sono poi così forti da reggere tutto il cataclisma di continui problemi che una qualunque persona può tollerare nell'arco di un certo periodo della propria vita. sono quei giorni in cui l'ottimismo ha più il sapore di un accanimento terapeutico e semplicemente lapalissiano ed ottuso non sense. quei giorni lì, vorresti solo sfanculare a caso quello o chi hai sotto tiro e sinceramente usare l'altro nome che le cose hanno, con la goduria che l'espressione della violenza verbale porta con sè. chiamare il collaboratore domestico cameriere, il precariato disoccupazione, il monolocale che ti dovrebbe ospitare (e che, di fatto, nemmeno potresti permetterti) topaiadimerda. sono quei giorni in cui i chili inspiegabilmente affezionatisi al tuo giro vita da qualche mese, sono immense pieghe di grasso che ti fanno sembrare una balena e non "finalmente una donna" come vogliono farti credere; il lavoro alternativo al servizio della cultura è solo una perversa forma di masochistico schiavismo malamente ripagato o non pagato, per lo più del tutto inutile all'umanità intera; l'indipendenza pretesa, contesa e difesa contro esterni e estranei tentativi di condivisione, ha tutta l'aria di una punizione autoinflitta per un'oscura e perversa incapacità al lasciarsi accudire. quei giorni lì sono giorni in cui la sorte ti è talmente poco amica che non hai nemmeno la scusa degli ormoni a giustifcare la tua ira funesta contro quelle catene di eventi che portano le tue giornate ad essere sempre troppo faticose e i tuoi progetti mai veramente progettabili per una vita che diversamente forse ti annoierebbe, ma magari non sarebbe sempre così ingiustificatamente faticosa. quei giorni lì vorresti solo ossessivamente e compulsivamente fare una cosa che per un briciolo di dignità e frazioni di buon senso non fai, ma non per la tua vita di merda travestita da romantica attitudine al fatalismo, semplicemente per evitare che la tua giornata già di merda lo diventi ancora di più nell'autocelebrazione della tua ormai assodata ed irrevocabile stupidità.
fortunatamente anche le giornate di merda arrivano a mezzanotte.
martedì 3 gennaio 2012
lunedì 2 gennaio 2012
e quel complesso a tonalità affettiva
il sogno della prima notte del primo giorno dell'anno è stato un sogno strano, ma prevedibile. familiare, nonostante tutto. un contenuto inconscio maldestramente rimosso, appagamento di un desiderio ragionevolmente occultato. lo accetto, sorrido. ne conosco l'origine. e penso ad alcune letture su questioni di cicatrici. delle mie ne faccio decorazioni. come tatuaggi nella mente, ornamenti. e c'era pure mia nonna, nel sogno. e sorrideva molto. e anche io, sorridevo. anzi no, io no. non sorridevo, io ero proprio felice. come quando pensi che così tanta felicità non ci può entrare in un cuore così piccolo. poi ti svegli. ed era solo un sogno. sorridi lo stesso e pensi che forse è un po' stupido avere ancora certi sogni nella testa. ma pensi anche che per lo meno i sogni, quelli della notte, puoi lasciare che siano irragionevoli.
anche a trentunanni.
venerdì 30 dicembre 2011
buongiorno e buona fortuna a tutti.
e questa settimana si porta via un anno intero.
facciamoci trovare tutti carini da quello nuovo.
spero che possiate guardare indietro con il sorriso di chi ha fatto la strada che voleva fare
e avanti con la fiducia di chi ha capito dov'è che vuole arrivare.
è questo che vi auguro per l'anno nuovo, riconoscere i vostri sogni,
chiamarli per nome e avere la forza di inseguirli anche sulla luna.
buongiorno e buona fortuna a tutti.
facciamoci trovare tutti carini da quello nuovo.
spero che possiate guardare indietro con il sorriso di chi ha fatto la strada che voleva fare
e avanti con la fiducia di chi ha capito dov'è che vuole arrivare.
è questo che vi auguro per l'anno nuovo, riconoscere i vostri sogni,
chiamarli per nome e avere la forza di inseguirli anche sulla luna.
buongiorno e buona fortuna a tutti.
mercoledì 28 dicembre 2011
la ragazza con la valigia, nella testa.
una serata al cinema ed un film surreale. un soggetto geniale. le immagini di una città fantastica. il rumore di canzoni graffiate su un disco. i ricordi di mesi lontano che già sanno di passato. la voglia di ripartire. altre vite da vivere in un'altra città. non era parigi, ma stasera ho nella mente ogni passeggiata senza orario nella mia madrid. ogni incontro ed ogni pensiero pensato in spagnolo nella mi ciudad. ho in mente ogni minuto di attesa nel renfe che mi portava al campus. torna il ricordo di ogni ora passata nel pullman per raggiungere la casa al lago. rivedo le facce di ogni turista che mi ha chiesto indicazioni, nessuno sospettando che non fossi madrilena.
e il sole andar via di notte.
e bimbi gitani giocare sotto casa.
e la bicicletta immensa trascinarmi per kilometri.
e la biblioteca vedermi scrivere per ore.
e i pomeriggi passeggiando, solo per passeggiare.
i libri in spagnolo letti in metropolitana. il cinema nel centro commerciale. le caramelle gommose con rischio dipendenza. il panino vegetariano sul prato della faculdad. la cioccolata calda, senza churros, perchè se no ingrasso.
ore di chiacchiere spagnole per dimenticare l'italiano.
notti in cucina a condividere cibo e pensieri. notti a letto svegli, pensando di imbrogliare il tempo.
tante parole.
tanti pensieri.
e la voglia che fosse per sempre. madrid e quella vita lì.
perchè vivere in un'altra città ti fa sentire che hai un'altra vita a disposizione.
non ho voglia di tornare indietro.
fu perfetto così.
ho voglia di andare avanti e provare altre mille vite, in altre mille città.
l'anno più intenso di tutti. comunque sia andata. comunque vada. ovunque vada.
tutto quello che mi ha portato lì ed ora qui e poi chissà dove,
tutto questo è esattamente quello che desidero.
e il sole andar via di notte.
e bimbi gitani giocare sotto casa.
e la bicicletta immensa trascinarmi per kilometri.
e la biblioteca vedermi scrivere per ore.
e i pomeriggi passeggiando, solo per passeggiare.
i libri in spagnolo letti in metropolitana. il cinema nel centro commerciale. le caramelle gommose con rischio dipendenza. il panino vegetariano sul prato della faculdad. la cioccolata calda, senza churros, perchè se no ingrasso.
ore di chiacchiere spagnole per dimenticare l'italiano.
notti in cucina a condividere cibo e pensieri. notti a letto svegli, pensando di imbrogliare il tempo.
tante parole.
tanti pensieri.
e la voglia che fosse per sempre. madrid e quella vita lì.
perchè vivere in un'altra città ti fa sentire che hai un'altra vita a disposizione.
non ho voglia di tornare indietro.
fu perfetto così.
ho voglia di andare avanti e provare altre mille vite, in altre mille città.
l'anno più intenso di tutti. comunque sia andata. comunque vada. ovunque vada.
tutto quello che mi ha portato lì ed ora qui e poi chissà dove,
tutto questo è esattamente quello che desidero.
lunedì 26 dicembre 2011
e le vite nel frattempo
trecentosessantacinque giorni e tanta roba nel mezzo.
quest'anno niente amarcord, perchè quest'anno è grasso tanto grasso che a voler ripercorre tutto rischio di perdermi qualche pezzo. e io non voglio perdermi niente di quest'anno qui.
un anno pieno di tanto. un anno di cose finite di altre iniziate ed altre che non si può dire dove siano andate.
un anno che a riviverlo non saprei fare esattamente bene come ho fatto.
anche quando ho sbagliato.
perchè ho anche sbagliato quest'anno. ma è stato bello lo stesso.
quest'anno, l'anno del mio primo anno di vita, non me la sono cavata male.
trecentosessantacinque giorni e tanta roba da ricordare.
un anno pieno di tanto. un anno di cose finite di altre iniziate ed altre che non si può dire dove siano andate.
un anno che a riviverlo non saprei fare esattamente bene come ho fatto.
anche quando ho sbagliato.
perchè ho anche sbagliato quest'anno. ma è stato bello lo stesso.
quest'anno, l'anno del mio primo anno di vita, non me la sono cavata male.
trecentosessantacinque giorni e tanta roba da ricordare.
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