sabato 19 agosto 2023

Diverso da chi

Certe persone semplicemente le perdi. 

Non c’è una ragione per cui all’improvviso non vi state più bene addosso.

Come il tuo jeans preferito che all’improvviso non ti dona più, le scarpe comode che diventano barcacce, la t-shirt che conservi in un cassetto senza il coraggio di darla via. 

Ti lega a queste cose il ricordo di come ti sentivi indossandole, ma quando le provi ora sei scomoda impacciata e la distanza dalla passata perfezione ti fa sentire in qualche modo sbagliata, diversa. Sbagliata perché diversa. 

Deve aggiungersi qualche ruga o qualche esperienza per capire che quello che perdi non è fuori ma dentro e che quella che ti sembra diversità, tutto sommato, ora che indossi altri abiti probabilmente ti dona.


giovedì 10 agosto 2023

Voce del verbo stare

 Un molo piccolissimo, talmente piccolo da avere una sola barchetta di legno rossa attraccata, di quelle con remi a supportare un mini motore attempato, con il legno scambiato da tante uscite in mare. 

Il vento leggerissimo mi accarezza la pelle e i capelli ancora bagnati, li sento mentre tocca le onde come le corde di una chitarra per suonare una musica vintage. 

La voce divertente con parole ammaccate del nano in lontananza mi fa sorridere.

Il mormorio distratto della gente sulla spiaggia non mi disturba, è forte ma quasi non lo sento. 

I libri che ho letto in questi giorni hanno lasciato il segno, erano le parole giuste per ricordarmi di godermi ogni secondo, nelle cose che di solito non noto perché presa a fare qualcosa di utile. Il piacere dell’inutile è un lusso che avevo dimenticato. 

Come se poi semplicemente stare non fosse la cosa più importante del mondo. 

Senza fretta, senza tempo, senza ansie.

Con leggerezza.

Soprattutto quando stai in un posto magico con le persone perfette.

Sono i momenti in cui sento mio padre ridere. 

Come se ci fosse lui dietro la mia felicità e ne fosse felice. 

E penso che i come se si possono anche omettere. 

E sto.

sabato 30 luglio 2022

A quattro mani

Quinnipack ha una nuova meravigliosa e brillante inquilina. Era già comparsa qua e là in qualche post, ma così, come protagonista indiretta della mia vita. Ora è qui perché incontrando il mio blog, che era bello chiuso in un cassetto da anni, ha pensato bene di ridargli vita. 

E io alla vita non so dire di no, sopratutto se ha i suoi occhi immensi che da sette anni l’ hanno stravolta magicamente questa vita qui.

Ve la presento, lei è Alice Zoe, detta Aliz. Capelli corti e lingua lunga. Creativa, scrittrice, eclettica, ironica e anche un po’ nerd. Ha già scritto e illustrato un libro, Nuki Nuki, ma è un po’ scrittrice un po’ programmatrice, un po’ scugnizza e tanto sorella maggiore. 

Io sono Alice Zoe, ho7 anni e sto scrivendo  un nuovo libro 📕:Unicorno 🦄  🆚 drago 🐲 CHI VINCERÀ?  

Sono sfide strane 🤣, ma davvero strane. CIAO!!!😜

mercoledì 15 gennaio 2020

sbaglia meglio

è un mercoledì che sembra venerdì, ma non per la leggerezza, solo perchè sono giorni complicati con impegni più invadenti degli spazi materiali e cognitivi che possano contenerli.
ho pagato di più il commercialista, non per generosità ma per errore.
ho scritto fatture che manderò ricordando che devono ancora pagare le precedenti.
il tempo mi sta sulle palle, mia figlia tornerà a breve logorroica dall'asilo e io sono indietro su tutta la linea. non ne ingarro una oggi.
è ricordarsi che è solo una brutta giornata, non una brutta vita è il mantra.

domenica 1 dicembre 2019

il tempo cambia tempi

Quinnipack si è perso un anno. non uno da poco, si è perso un anno che sono stati vari insieme.
tutto il 2019 con figlio annessi e connessi. un anno difficilissimo e bellissimo, ma in sospeso, come lo sono gli anni in cui ti devi preparare ai grandi eventi. come una famiglia rivoluzionata. 
ma siamo abbastanza grandi per restare in piedi anche quando tira vento. solo che siamo un po' curvi per la fatica, ch ed io. è gennaio e un anno in più a questo punto non è una cosa da poco. 
ma restano agende piene di buoni propositi e progetti e figli che fanno domande e tu ne devi avere sempre un po' da parte, di risposte, come faceva mia nonna con le caramelle in borsa. che non si sa mai. non puoi farti trovare a corto di ottimismo o di empatia. e se succede, perchè succede, ti tocca confessare che i giorni di merda capitano anche a mamma, anche senza compagno che tira gomitate.
le decisioni di devono prendere anche se non hai voglia