Perché forse è così che si devon lasciar le cose, con un po’ di te ancora dentro, con il sapore di incompiuto, ma quella ferma consapevolezza che di più sarebbe stato troppo. Mentre tolgo pezzi di me dal muro e svuoto della mia storia i cassetti disordinati, mi ripeto che quello che ho costruito qui dentro è la casa che mi porterò dappertutto. È stato un ponte, questo tugurio. È stato il posto giusto per il tempo opportuno. Quel tempo che serve per lasciar le cose quando ancora non è finita veramente, ma quando di più le rovinerebbe in modo definitivo. Traslocare vuol dire attraversare luoghi. Ed ancora una volta, mi trovo a portarmi altrove. Ovunque il tempo necessario servirà per segnare e farmi segnare e poi ricominciare, altrove. Di nuovo. Ancora.
Non è facile, però è tutto qui.
domenica 27 febbraio 2011
domenica 20 febbraio 2011
è semplice.
sto studiando per diventare semplice. e mi diverto.
ho istruttori bravi e volontà di ferro. anche se non è semplice la semplicità.
sto studiando per disgiungerla nella mia mente dalla superficialità e inciampo nella confusione che fa sembrar le cose importanti sempre troppo difficili. invece è semplice quello che bisogna togliere per trovare il modo giusto. ed è così che imparo a farmi capire con meno parole ed a farmi conoscere con meno labirinti, perchè è semplice quello che mi fa star bene e si può dirlo semplicemente.
ho istruttori bravi e volontà di ferro. anche se non è semplice la semplicità.
sto studiando per disgiungerla nella mia mente dalla superficialità e inciampo nella confusione che fa sembrar le cose importanti sempre troppo difficili. invece è semplice quello che bisogna togliere per trovare il modo giusto. ed è così che imparo a farmi capire con meno parole ed a farmi conoscere con meno labirinti, perchè è semplice quello che mi fa star bene e si può dirlo semplicemente.
tutte le idee che hanno enormi conseguenze sono sempre idee semplici. (Tolstoj)
lunedì 7 febbraio 2011
certe ingestibili mancherie
certe mancherie sono incomprensibili per chi non ha mai provato
la consistenza delle loro attenzioni.
perchè se mi mancano non basta telefonare.
perchè se mi mancano non basta scrivere un messaggio.
perchè se mi mancano nessuno può sostituirle.
perchè quello che mi manca, quando mi mancano, è assolutamente fisico.
è l'odore di buono tra borotalco e creackers.
è la morbidezza calda del corpo peloso.
è lo sguardo di tenerezza attento, fisso e fiducioso.
il mio battito cardiaco che rallenta quando, distese abbracciate, sento il respiro sulla faccia.
la consistenza delle loro attenzioni.
perchè se mi mancano non basta telefonare.
perchè se mi mancano non basta scrivere un messaggio.
perchè se mi mancano nessuno può sostituirle.
perchè quello che mi manca, quando mi mancano, è assolutamente fisico.
è l'odore di buono tra borotalco e creackers.
è la morbidezza calda del corpo peloso.
è lo sguardo di tenerezza attento, fisso e fiducioso.
il mio battito cardiaco che rallenta quando, distese abbracciate, sento il respiro sulla faccia.
certe notti
ed è finalmente tutto silenzio. tutto silenzio tranne una musica vintage, leggera e sussurrata che si insinua colonna sonora di una notte curiosa. perchè non è una notte come un'altra questa notte. è una notte che vorrei passare sveglia a guardarla trascorrersi. come se bastassero occhi vigili e pensieri sospesi per poter fermare il tempo. come se bastasse voler rallentare per non capire. eppure sembra tutto calmo stanotte. sembra tutto molto lento e definibile. sembra tutto molto comprensibile, stanotte. almeno fino a domani, quando ancora una volta, avrò nascosto bene ogni traccia di una notte indisponente tra le pieghe disordinate e morbide di un piumone in sovrappeso.
domenica 30 gennaio 2011
i complessi equilibrismi del tuttintenso
imparare a mettere un piede avanti all'altro. braccia alzate, testa dritta, schiena tesa, occhi fissi verso il nulla, sorriso sulle labbra. non fermarsi un solo momento. non potere, non volere, non riuscire a fare altro se non restare in equilibrio. senza guardare giù, senza guardare dietro, senza guardare. ci sono momenti in cui è così. è tutto intenso e tu vuoi solo camminare su quel filo. un passo dopo l'altro, con il cuore accelerato, il respiro sospeso, la concentrazione necessaria, la paura in sordina ed il più brillante sorriso di sempre sulla faccia.
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