lunedì 31 marzo 2014

certi lunedì.

certi lunedì hanno l'aria di essere più lunedì di altri.
sono quelli in cui ti svegli con la convinzione che non deve cominciare solo una settimana, ma tutto il resto della tua vita.
anche se poi basta il primo caffè per sedare l'animo più rivoluzionario e l'occhio interdetto del cane per farti sentire un tanto eccessivo per un lunedì mattina.
nonostante il miglior sole del mese.
in giorni così, dopo altri di distacco volontario dalla quotidianità, l'equilibrio lo puoi trovare solo in equazioni di continuità tra passato e futuro. ricostruzione come ricollocazione.
in lunedì così, la dissonanza di periodi stonati trova accordo nelle parole familiari di chi può assicurarti che non ti stai tradendo, anche se ti stai solo un po' perdendo. che la vita da attinia sentimentale non è in distonia con l'atavica e celebrata indipendenza di cui ti fai vanto. è solo esperienza. è solo consapevolezza che sai di farcela da sola, ma in due è più bello e i compromessi si possono accettare se scendono a patti con la parte più fragile e forte che hai. se la versione  2.0 di te appare imbarazzantemente sentimentale non è un tradimento, ma evoluzione. e sentirsi dire che qualunque scelta è quella giusta se non rinuncia più a niente del bello che è qui ed ora ha un gusto di rivoluzione silenziosa, che non sembra così estranea.
mai abbastanza lontani, per ricordarsi che se c'è stato qualcosa che ha brillato meno è stato solo perché servisse ad imparare a far brillare sempre le cose preziose, incondizionatamente.
in lunedì così, la fortuna sfacciata di avere legami straordinari fa venire voglia di sorridere, anche se è lunedì.

domenica 23 marzo 2014

tu chiamala se vuoi "pucundria"

domenica pomeriggio e pioggia non vanno assolutissimamente d'accordo.
ieri era primavera, oggi grandina e lo so che marzo è pazzo e che la domenica è di suo un giorno bello finchè non arriva la sera, ma la sensazione troppo forte per essere contenuta e razionalizzata chiede di rovesciarsi su foglio bianco.
è un sapore di nostalgia, misto ad ansia, misto a tristezza, che quaggiù assomiglia a quello che è dentro la parola "pucundria". sarà il tempo, sarà la primavera, sarà che sono stanca o sarà che è un periodo curioso, perfettamente a metà tra la tensione curiosa e positiva del sabato mattina e la pucundria della domenica sera.
sarà quel che sarà, a me fa strano sentire tutto estraneo.

e lo è particolarmente alle diciannoveecinquantacinque di questa domenica sera tutto strano ed estraneo, pieno di tanti estranei che non sanno nemmeno di esserlo.
questa sorta di nostalgia di non si sa cosa precisamente che si mischia a quella sconosciuta piccola impercettibile eccitazione per un'altrettanta incognita esistenziale. starò definitivamente perdendo la testa.
ed il mio cane che mi guarda come fossi pazza ha forse ha ragione. immagino nei suoi occhi perplessi lo sguardo che avrei se mi potessi guardare da fuori.
anch'io mi coccolerei come fa lui, probabilmente, mentre come me aspetta che il nostro amore torni a rassicurarci che vada come vada, andrà sicuramente tutto bene perchè così deve andare.

aspettare che torni lui per distenderci addosso e farci pettinare i pensieri è l'unica soluzione che al momento pare sensata.

lunedì 10 marzo 2014

quella tanta umanità.

homo sunt, humani nihil a me alienum puto. (terenzio)


la quantità di umanità che si trova in giro di sti' tempi è decisamente e soprendentemente oltre le aspettative.
e forse il non riuscire a stupirmi oltremodo per le robe umane che questa umanità è in grado di generare un po' mi dispiace.
tutto mi tocca e niente mi stranisce.
se qualcuno, di quando in quando, volesse tenersi qualcosa per sé, confesso, non mi dispiacerebbe.
dall'umanità umana non si può andare in vacanza, men che mai se hai deciso di averci a che fare per deformazione esistenziale.


martedì 25 febbraio 2014

mementomori


 “Se vuoi essere felice, comincia ad essere felice” - Lev Tolstoy



niente menate sul fatto che si tratta di merce rara.
niente menate sul fatto che è per pochi eletti.
niente menate, insomma, su tutto quello che rende una cosa bella troppo 
per essere raggiunta.
non è epicureismo né buddismo. non è psicologia da rizla psicosomatica nè
magia nera d'altri tempi. 
non è niente che non sia buona letteratura e buon senso.
vuoi essere felice, dice leo, comincia a farlo.
mica poi è così difficile: scegli una cosa bella al giorno che ti faccia ridere e

poi semplicemente, banalmente, stupidamente, ridi.  
alla fine è solo la tua vita, che vuoi che sia.

mercoledì 19 febbraio 2014

tesi antitesi e sintesi

mi sono svegliata il giorno della discussione con un unico pensiero, "i ringraziamenti, mannaggiabbubbà, ho dimenticato i ringraziamenti!". perchè a me piace ringraziare. anche se è un fatto al sapore di hari krishna, mi prende così, che se mi succede una cosa bella devo condividerla, perchè so bene che in qualità di sanguisuga esistenziale c'è sempre un contributo esterno alla mia causa, di qualunque causa si tratti.
eppure nel vortice di indifferenza in cui avevo cercato di far passare questa roba della seconda laurea ho perso di vista la parte più importante della tesi: i ringraziamenti. e non li riscriverò quissù perchè non avrebbe senso, però lo penso che è bello avere assecondatori si sogni che mi sopportano e supportano.
ed è bello che, faticando come pochi sanno bene quanto, autistiche soddisfazioni pettinino l'autostima e la voglia di non smettere, anche se appare decisamente insensato anacronistico infruttuoso e faticoso. 
se ho scelto di fare una tesi sul benessere è perchè ne gira seriamente poco in circolazione e trovo questa una delle cose più tristi di sempre.  e non è solo perchè c'è la crisi e ci sono i problemi, web o non web, il benessere che dico io passa proprio in mezzo ai problemi, ci sguazza dentro, li attraversa, li aggira e gli ride in faccia. il benessere che piace a me ha la forma del flusso ottimale di Csikszentmihalyi: è un impegno non un miracolo fortuito; una precisa voglia di ridere, nonostante tutto e alla faccia di tutto; un equilibrio flessibile che si trova solo appoggiandosi un po' qua e un po' là, spudoratamente squilibrati e impegnati nella più creativa delle attività che si possa chiedere ad essere umano: stare bene.


lotterai. l'otterrai. lo terrai. (cit)