c'è un tappeto bianco nel mio tugurio.
c'è un tappeto bianco ed un tavolino nero.
sono le uniche cose non colorate che occupano quel piccolo mondo psichedelico. è importante che siano cromaticamente neutri, quel tavolino e quel tappeto, perchè devono assorbire pensieri. pensieri scomposti che si lascino corteggiare e parole accurate che si intonino alle tende. distesi su quel tappeto, con le candele accese e l'iching sul tavolino, il mio tempo più denso lo vivo a raccontarmi con chi quel tugurio lo sta trasformando in una casa. la radio rossa fintamente vintage risuona canzoni a tema, l'alicia ci tiene svegli conservandoci caffeina calda perchè il corpo collabori con la mente iperattiva. gli specchi, fingendosi pareti, si attrezzano per riflettere le riflessioni che ci rasserenano la mente, i libri si confessano come scusa per prendere in prestito occasioni di esistenza. e l'ho riempito di me quel microappartamento, laggiù nel nulla con l'abbazia più bella di sempre, e lui mi sta restituendo me, ospitando le mie persone importanti e facendole sentire a casa, dentro di me.
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