e la mia incurabile malattia.
così prende, quella mia malattia. con fitte violente ed ingestibili. eppure ormai ho imparato in qualche modo. ho imparato che devono solo passare, questi giorni così. sono giorni di stanchezza assurda e depressiva, di una totale mancanza di lucidità, scrive qualcuno molto più bravo di me. ed è proprio così che sono queste ore di sterile stallo esistenziale. arrivano senza preavviso, quando appena appena mi distraggo un attimo dal resto di questa mia vita più veloce di me, le trovo lì in agguato ad accompagnare un tempo in sospeso che blocca il tempo del mio vivere. autolesionismi travestiti da un'apparente ricaduta. niente di grave, solo la deficienza dell'immunodeficienza da certi pensieri. ma si impara anche a riconoscere il diverso nell'eterno ritorno dell'uguale. ci si abitua a riconoscere quando anche questi stanchi pensieri hanno cominciato, svuotati, a perder consistenza. solo confuse emozioni. disordini emotivi, per la verità. solo rumore. il rumore di fondo del big bang.
però sei sempre bella, sappilo.
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