venerdì 12 marzo 2010

il fascino perverso del fallimento

la depersonalizzazione di questi 40 giorni ha il fascino perverso del fallimento.
è tragicamente romantico cedere alla convinzione che la vita non possa esistere senza il proprio amore, preferire il nulla all'assenza del senso che l'amore garantisce all'esistenza.
lasciarsi andare a drammatiche esternazioni di sofferenza, sguaiatamente e irragionevolmente, senza buon gusto nè pudore, ha il retrogusto melanconico del dramma esistenziale.
sguazzare senza sforzo nella incontrollabilità della propria debolezza emotiva e restare invischiati nella melma dell'umiliazione è senza dubbio decadente ed affascinante.
contro la vita, contro l'amore, contro il destino, contro chi tenta di normalizzare: nel gioco al massacro della vittimologia d'amore l'unica cosa sensata è l'ostentazione dell'incomprensione.
è una personalissima lotta "contro".
tu vittima-la vita carnefice, col concorso di colpa dell'amato-ripudiante.
il lasciarsi trattare da lui come l'ultima delle sgualdrine e la prima delle perdenti.
tutto molto molto molto seducente.
inattese evoluzioni psicoemotive e trasformazioni identitarie di una personalità improvvisamente più ordinaria del previsto.

5 commenti:

  1. nel dubbio io me la sbroglio dando la colpa a watzlawick. sempre e comunque. lui e il suo sicuro affuturato di infelicità.

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  2. ed intitolerei la cosa "dalla visione monadica alla visione pragmatica".

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  3. che poi. tecnicamente saressimo programmati per dimenticare,giusto? (così diceva il mio professore di fisiologia).
    Forse ci ha deviati la settimana enigmistica. Abbiamo giocato troppo ad "unite i puntini" e troppo poco a "individua l'errore" e "scopri le differenze".

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  4. facile. dai i numeri. :)

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