esiste la vita ed esiste come uno se la racconta.
difficilmente può esistere solo l'una senza il relativo resoconto.
le persone con scarsa fantasia si raccontano la vita come accade.
quelle con troppa fantasia se la raccontano come vorrebbero che accadesse.
quelle con una strana fantasia si raccontano solo quello che accade dentro, ignorando quello che c'è fuori.
poi c'è chi si racconta quello che è essenziale alla saint-exupèry, quello che è invisibile agli occhi. per lo meno agli occhi della maggioranza.
non so quale sia il modo migliore, indubbiamente lo è trovare le parole adatte.
chi non sa raccontar storie rischia di sbagliare proprio la sua ed una brutta storia è sempre un vero spreco di occasioni.
il problema che mi pongo è che se uno nella vita fa il raccontastorie e trova parole migliori per le storie degli altri come può mai regalargliele?
ha dell'invadenza regalare delle parole ad uno scrittore maldestro?
se esistesse uno sfamatore di pesciolini virtuali che allevasse il mio acquario da blog ci sarebbero per lui delle storie eccezionali che potrei raccontargli...
ma i raccontastorie sono dei visionari e non vanno mai presi sul serio.
quindi continuo a scrivere il mio personale racconto, impegnata come sono a cambiargli il finale e costruire nuovi intrecci, e continuerò a raccontare solo a me, di nascosto e senza crederci poi troppo, la fantastica storia dell'adulatore segreto di pesci blu.
raccontatori di vita.
RispondiEliminasu rieducational channel.
e raccontatori di raccontatori...
RispondiEliminalo sapevate?
sapevatelo!
a parte che il pescio bianco l'ho visto adesso.
RispondiEliminacredo dovrebbero esserci più sfamatori di pesci e meno allevatori di tarli mentali. eh si.