domenica 4 aprile 2010

è complicato

mi sanguina la testa dopo.
si riempie di immagini, pensieri, domande, sensazioni e poi esplode. e sanguina. dura qualche ora, ma dura sempre meno. credo si tratti di assuefazione.
tanto poi il tempo passa. e più lui passa, più prendi le distanze, più tutto appare chiaro, quasi lineare. a tratti logico. è così che i dubbi eterni sul diretto nesso tra i legami ed il tempo stesso si sciolgono. non sono più dubbi, sono risposte. più lui passa, quel beffardo bastardo del tempo che non ho saputo gestire, più i legami cambiano forma. anzi letteralmente si de-formano.
ci abituiamo a tutto, purtroppo. è il più perfido e perverso pregio della razza umana: abituarsi anche al nulla, se necessario. lo è ora, necessario, per me addomesticarmi al nulla. ed è così che addestrarmi al "senza" è quello che mi alleno da settimane a fare, da quando la mia seconda chance non è arrivata. la richiesta era inaspettata, intempestiva, irruenta, invadente, assurda. ma era sincera e folle, come me. bastava poco, avrei atteso molto. arrivo con un imperdonabile ritardo, mi dicono. così lei, la seconda occasione, ha da essere negata. non biasimo, ma trovo che l'unica cosa sia volere che l'inizio del resto della mia vita cominci il prima possibile, tutto qui.

è complicato, lo è davvero.
ma io lo sono di più.

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