ci sono certe serate che ne vale la pena.
ne vale la pena del rischio di strascichi se in gioco c'è una serata di quelle in cui tutto può restar fuori. ore di risate, di poesia, di musica, di rigurgitanti incidenti, di parole urlate, di sguardi evitati. inesprimibile la riconoscenza per quei preziosi supporti maldestramente incompresi, per gli spontenei e tempestivi abbracci, per la garanzia di una solida e gratuita impalcatura di leggerezza.
strillare sensazioni nel delirio di un contagio emotivo di pensieri affidati a parole che lo dicono meglio di come puoi farlo tu. domare l'animale che mi porto dentro non è facile, ma in poche distratte ore, analgesiche situazioni possono supportare un breve riposo dalla quotidiana tortura delle invadenti domande consuete.
Tu lo sai, io lo so, quanto vanno disperse,
trascinate dai giorni come piena di fiume
tante cose sembrate e credute diverse,
come un prato coperto a bitume.
Rimanere così, annaspare nel niente,
custodire i ricordi, carezzare le età;
è uno stallo o un rifiuto crudele e incosciente
del diritto alla felicità...
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